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AUMENTO IVA/ I fischi a Zanonato e il "carciofo" che lascia le imprese a terra

Flavio Zanonato (Infophoto) Flavio Zanonato (Infophoto)

E’ poi da tener presente che la riduzione del potere di acquisto delle famiglie non è l’unico motivo della diminuzione dei consumi. Il clima di incertezza e di sfiducia ormai imperante porta alla prudenza negli acquisti, una specie di “tesaurizzazione” del potere di acquisto in attesa di tempi migliori. Su questi mancati consumi, l’Iva può far ben poco e sarebbe interessante stabilire se ha ragione chi parla di “soldi sotto il materasso”, o se questi risparmi più o meno forzati continuano a finire in banca. Tanto per saperne di più su quanto le banche siano incolpevoli dell’attuale restrizione del credito, di cui sono state accusate anche da Confcommercio.

Un altro fattore su cui sarebbe molto produttivo intervenire è il cuneo fiscale, cioè la differenza tra costo effettivo del lavoro e quanto rimane netto al lavoratore, che è notevolmente più alto della media degli altri paesi europei. Una sua riduzione a vantaggio della remunerazione dei lavoratori avrebbe l’effetto automatico di aumentare il potere d’acquisto e quindi, tenendo conto di quanto detto prima, i consumi.

Come ha fatto notare Andrea Giuricin su queste pagine, non è questo un punto che riguarda direttamente le imprese, che hanno invece un altro problema, la minore produttività. Il costo lordo totale del lavoro risulta sostanzialmente allineato, ma il costo per unità prodotta è più elevato rispetto ai principali concorrenti, riducendo la competitività delle nostre imprese. Se quindi si riuscisse a ridurre il cuneo fiscale, cosa di cui si parla da tempo senza risultati, occorre decidere se il risparmio debba andare al lavoratore, e quindi ai consumi, o a ridurre il costo lordo del lavoro, quindi alla competitività delle aziende.

La seconda scelta sarebbe sbagliata, anche come misura di emergenza, perché non risolverebbe il problema della produttività, lasciando intatto quello della diminuita domanda interna. Ulteriore prova della necessità di non continuare con la politica “del carciofo”, in cui ogni gruppo lavora pro domo sua, ma di avviare politiche che seguano almeno un minimo di visione strategica.


COMMENTI
13/06/2013 - Tante parole e tante tasse fan dolore. (claudia mazzola)

La micro impresa di mio marito non l'aiuta nessuno, nè banche nè governo, figuriamoci l'aumento IVA quanto bene possa fare.Il motto di mio marito? Aiutati che Dio t'aiuta!