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EQUITALIA/ Un'altra vittima dell'Agenzia delle Entrate?

Attilio Befera (Infophoto) Attilio Befera (Infophoto)

Rimane il fatto che il nuovo organismo sarebbe un centro di potere fortissimo e molto invasivo per i cittadini, anche se la situazione attuale, a ben vedere, non è poi così diversa. Equitalia è controllata al 51% dall’Agenzia delle Entrate, con il restante 49% in mano all’Inps, e non è da stupirsi che avesse come presidente Befera e come vicepresidente Mastrapasqua, presidente dell’Inps prima delle sue dimissioni per la questione dei molti incarichi. In altri termini, la concentrazione di potere è già in atto, con il beneplacito dei politici, a parte il suddetto Zanetti.

C’è da chiedersi come mai politici e organi di controllo non si siano mossi per sanare prima quanto portato alla luce dalla magistratura amministrativa. Mi riferisco ai quasi 800 dirigenti dell’Agenzia delle Entrate (circa i due terzi del totale) dichiarati illegittimi dal Tar del Lazio nel 2011 perché nominati senza regolari concorsi. Nel novembre scorso, il Consiglio di Stato ha rinviato alla Corte Costituzionale l’articolo della legge del 2012, governo Monti, che cercava di sanare la situazione, riconfermandoli provvisoriamente in attesa dello svolgimento dei concorsi. Se la Corte ritenesse tale articolo incostituzionale, potrebbero essere messi in discussione tutti i provvedimenti firmati da questi dirigenti negli scorsi anni.

Ancora una volta, in primo piano non dovrebbero essere le strutture, ma i loro scopi e per quale interesse vengono gestite, se al servizio della comunità o di interessi particolari. Nella fattispecie, più che pensare ad assemblaggi, sarebbe forse il caso di rivedere tutto da principio. Ne avrà il coraggio, Renzi il “rottamatore”?

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