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TELECOM/ Il "lascia o raddoppia" di Telefonica

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Ancora una volta, la storia Telecom si intreccia con quella Mediaset, con l’offerta di Telefonica di acquistare la quota in Digital +, avanzata negli stessi giorni dell’operazione sul convertendo. La risposta di Mediaset doveva essere data entro la mezzanotte di venerdì 20, ma ieri un comunicato congiunto delle tre società alla CNMV, la Consob spagnola, ha spostato al 4 di luglio la data ultima per l’esercizio del diritto di prelazione sul 56% di Digital + detenuto da Prisa, la casa editrice di El Pais. Entro questa data, Telecom dovrà decidere se rilanciare sull’offerta di 750 milioni di euro fatta dagli spagnoli, se mantenere la sua quota del 22%, o di aderire all’offerta spagnola, che a quel punto varrebbe tra i 335 e i 355 milioni di euro.

Ennesimo cambio di rotta di Telefonica, che sembrerebbe ora voler tornare a collaborare con Telecom. Secondo alcuni osservatori, la rottura era avvenuta a seguito dei contatti, ritenuti reali, di Telecom con Al Jazeera e Vivendi per il progetto di pay-tv paneuropea, una possibile coabitazione poco gradita a Telefonica, che l’avrebbe portata a cercare di acquistare il 100% di Digital +.

Questo ha scatenato le reazioni dei concorrenti, in particolare di Orange e Vodafone, e la preparazione di ricorsi sia a Bruxelles che presso l’antitrust spagnolo, dato che Telefonica avrebbe così ottenuto il controllo di più dell’80% del mercato spagnolo della pay-tv. Una situazione parallela a quella del Brasile, dove GVT, consociata brasiliana di Vivendi, si oppone a spada tratta ai piani di Telefonica di smembrare Tim Brasil per uscire dall’attuale pressione dell’antitrust.

Appare quindi logica la riproposizione dell’alleanza Telefonica- Telecom nel progetto di pay-tv, rivedendo le quote azionarie in Digital + in modo da evitare problemi con l’antitrust, questione che potrebbe però ripresentarsi se il progetto andasse avanti con la fusione tra Telecom Premium e Digital +, un esito che appare anch’esso logico.

Rimangono aperte diverse questioni, a partire dagli aspetti finanziari In Spagna e in Italia la pay-tv è meno diffusa che in altri Paesi europei ed è, quindi, più suscettibile di sviluppo, ma richiede anche adeguati investimenti e si trova di fronte a una concorrenza agguerrita, come la Sky di Murdoch con i suoi piani di aggregazioni a colpi di miliardi di euro. Inoltre, sarebbe opportuna l’espansione in altri mercati, quali quello tedesco dove Telefonica si trova ai primi posti dopo l’acquisizione di E-Plus.