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NOMINE UE/ Mogherini chi? Una domanda che "rimbomba" (anche) in Europa

Matteo Renzi spinge per portare Federica Mogherini dalla Farnesina a Bruxelles, come ministro degli Esteri della Ue, ma la sua esperienza sembra ancora troppo limitata. AUGUSTO LODOLINI

Il ministro degli Esteri Federica Mogherini (Infophoto)Il ministro degli Esteri Federica Mogherini (Infophoto)

A quanto pare sembra decisa, almeno da Matteo Renzi, la designazione di Federica Mogherini, attuale ministro degli Esteri, alla carica di Alto rappresentante Ue per la Politica estera e la sicurezza, in sostituzione della baronessa laburista Lady Catherine Ashton.

Ho l’impressione che la notorietà della Mogherini non sia altissima, tranne che all’interno del PD dove ha fatto tutta la sua carriera “agli esteri”, ma con uno trasbordante Renzi che occupa stabilmente i media, diventa difficile per ogni suo ministro uscire dall’anonimato presso il grande pubblico.

Tra gli addetti ai lavori, si fa presente che arriverebbe alla carica di ministro degli Esteri dell’Ue dopo solo pochi mesi alla Farnesina, il passaggio avviene il prossimo novembre, e che un conto è seguire gli affari esteri per un partito e altro per un coacervo di Stati come l’Unione Europea.

Si fa peraltro notare che la politica estera dell’Europa è una sorta di Araba Fenice e che ciascun Stato si fa gli affari suoi (ultimamente l’Italia sembrerebbe fare più gli affari degli altri che i propri) e, a riprova, si riporta la assoluta ininfluenza della uscente Lady Ashton.

I più maligni aggiungono che, oltre quella dell’Ue, sarebbe interessante sapere anche qual è la politica estera del governo Renzi. Forse la risposta sta in una frase di Renzi, che si dice la Mogherini abbia fatta propria: "La cosa importante non è chi fa cosa, ma cosa dobbiamo fare insieme per l'Europa.” In altri termini, pare non si sappia chi la fa, né cosa si deve fare, l’importante e farla tutti insieme per l’Europa. Auguri.

Sono andato a leggere alcune recenti dichiarazioni di Federica Mogherini riportate da vari organi si stampa e ne ho ricavato l’impressione di una persona animata da buone intenzioni, a volte anche un po’ scontate, ma che sta ancora prendendo le misure della nuova situazione in cui si è venuta a trovare.

Per avere informazioni più dirette, ho visitato il suo blog (BLOGmog), dove il 25 giugno, dopo la riunione a Bruxelles dei ministri degli Esteri della Nato, scriveva che “L’Iraq deve favorire la convivenza di tutte le sue diverse componenti sociali, politiche e religiose.”, e che “Per quanto riguarda la crisi ucraina, in ambito Nato, è comune intento trovare una soluzione insieme alla Russia e non contro la Russia.

Difficile non essere d’accordo, se non fosse che la frase sull’Iraq definisce il problema piuttosto che la soluzione e che, per quanto riguarda l’Ucraina, mi pare che finora Usa e Ue abbiano tenuto un atteggiamento ostile alla Russia, a torto o a ragione. La Nato ci ha ripensato?