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IRAQ/ L'ultimo "capolavoro" ideologico di Europa e Usa

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Anche la Libia e l'Afghanistan sono Paesi etnicamente compositi e basati su una struttura tribale, tenuta insieme a suo tempo dalle rispettive monarchie, anch'esse cadute a seguito di putsch militari. La Libia finì sotto la feroce dittatura di Gheddafi, l'Afghanistan in una lotta tra fazioni militari di orientamento comunista, causa della decennale guerra sovietica in Afghanistan. Quella guerra che, anche se stranamente se ne parla poco, ha contribuito notevolmente al crollo dell'Urss ed è il punto di inizio dell'attuale crisi.

Lo scioglimento dell'Urss ha fatto parlare di una assurda “fine della Storia”, di un mondo governato da un'unica potenza mondiale, gli Stati Uniti, con un grande Paese come la Cina che si pensava poter tener a bada con qualche accordo, o giochino, economico-finanziario. Anche l'Europa, libera dalla minaccia sovietica, pensava alla Russia solo come un grande mercato da sfruttare, a una ex potenza di cui si poteva ormai non tener più conto.

In questa autoreferenza non molto sobria, i pasdaran europei pensavano di non dover più nulla agli Usa, ché la pace e la difesa dai sovietici era solo merito loro, e con l'avvento dell'euro molti pensavano fosse giunto il momento di “spezzare le reni al dollaro”.

Poi la Storia ha presentato il suo conto su tutti i fronti citati. Sarebbe bastata anche una rapida occhiata alla storia di Iraq, Siria e Libano, per vedere che in questi Paesi era ben presente la maggiore divisione del mondo musulmano, quella tra sunniti e sciiti, e che solo una supponente ignoranza poteva far pensare che bastasse sventolare le bandiere della democrazia occidentale, sia pure sulle baionette, per impedire gli scontri tra fazioni che si combattono da quattordici secoli.

Una simile ignoranza può essere spiegata per gli americani e la loro breve storia, ma gli europei dovrebbero ricordarsi che, fino a tutto il 1800, accanto alle lotte interne al modo cristiano, la loro storia è stata caratterizzata dallo scontro con il mondo musulmano. E se a Occidente la minaccia musulmana è cessata alla fine del 1400, con la Reconquista spagnola, a Oriente i popoli balcanici hanno lottato per l'indipendenza contro i Turchi fino al 1800.

La gran parte dei problemi del Nord Africa e del Medio Oriente derivano dalla progressiva perdita di controllo dell'area a favore delle potenze occidentali da parte dell'Impero Ottomano, fino al suo disfacimento dopo la Prima guerra mondiale. L'Occidente ha ideologicamente trasferito questa sua vittoria militare e politica anche in termini culturali e religiosi, fraintendimento facilitato dall'avvento al potere delle citate élite militari sostanzialmente laiche. Inoltre, ha ritenuto irreversibile lo Stato laicista, più che laico, instaurato in Turchia da Kemal Atatürk sul modello francese, giudizio dimostrato fallace proprio in questi ultimi tempi.