BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Rubriche

SPILLO/ Caro Renzi, occhio a non finire come il Don Giovanni

InfophotoInfophoto

La storia si ripete con la legge elettorale, dove i “principi” che vengono opposti tra loro sono quelli della rappresentatività e della governabilità, ritenuti aprioristicamente e falsamente inconciliabili: la prima esigenza ha dominato a lungo con i vari sistemi proporzionali, la seconda ha preso il soppravvento da quando è stato inventato il bipolarismo “de noantri”.

Il Porcellum è l’esempio di una legge creata per assicurare la governabilità che ha fatto più danni ad essa di quanto avrebbe fatto un proporzionale intelligente, per poi essere dichiarata incostituzionale. La proposta di Renzi, con Berlusconi almeno inizialmente d’accordo, ha tutti gli svantaggi del Porcellum, compreso il rischio di essere dichiarata incostituzionale il giorno dopo. E’ stupefacente come nessuno dalle parti del Parlamento sembri ricordare che nel settembre del 2013 la cosiddetta Commissione dei saggi voluta da Napolitano presentò la sua relazione, con proposte serie, anche se ovviamente da discutere, sulle riforme istituzionali. Visto che la relazione fu presentata al governo in carica, quello attuale, qualcuno dei ministri avrebbe potuto farlo presente a Renzi, l’unico che non c’era e che, da buon rottamatore, è evidentemente abituato a far strame di ciò che lo ha preceduto.

Nessuno nega l’importanza del “fare”, ma come ricordato altrove, governare è termine marinaio, attiene alla fondamentale funzione del timoniere e, per sentirsi sicuri, ai passeggeri non basta sapere che il timone c’è e che il timoniere si dà un gran daffare, vogliono anche sapere il porto di partenza e quello di arrivo, se il timoniere conosce e sa seguire la rotta giusta. Altrimenti, hai un bel girare la ruota del timone continuando a gridare “terra”, la nave va alla deriva.

© Riproduzione Riservata.