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GAFFE (?)/ L'evasione fiscale, tutta colpa dei cattolici...

AUGUSTO LODOLINI commenta le recenti dichiarazioni della direttrice dell'Agenzia delle Entrate sull'evasione come risultato della cultura cattolica e le reazioni che le hanno seguite

Fernandel in Ali Babà e i 40 ladroniFernandel in Ali Babà e i 40 ladroni

Non si può certo dire che Rossella Orlandi, la nuova direttrice dell'Agenzia delle Entrate succeduta ad Attilio Befera, sia partita con il piede giusto, viste le dichiarazioni che collegano l'evasione fiscale direttamente con la cultura cattolica, anzi ne fanno una sua responsabile primaria. Secondo la Orlandi, gli italiani si sentono sicuri nell'evadere perché tanto, prima o poi, ci sarà un condono: ecco dove la direttrice trova il collegamento con il cattolicesimo, con la sua dottrina del peccato, confessione e assoluzione.
Giustificata la reazione del mondo cattolico, Avvenire in testa, seguita dalle scuse dell'Orlandi con una lettera al suo direttore, scuse rivolte a tutti quelli che si erano sentiti offesi da quella che definisce “una battuta ironica”. A parte che le “battute” sembra possano essere rivolte solo ai cattolici, per tutti gli altri sono immediatamente un'odiosa e punibile discriminazione, si possono fare diverse altre osservazioni su questa improvvida uscita.
Innanzitutto, un alto funzionario dell'amministrazione pubblica responsabile di una funzione cosi delicata dovrebbe astenersi da battute, lasciandole ai comici e ai politici, che negli ultimi tempi tendono peraltro a sovrapporsi. Se proprio non riesce a farne a meno, almeno non avrebbe dovuto prendere ad obiettivo quella che è tuttora, per sua stessa ammissione, la cultura principale del Paese, anzi, la sua personale a quanto sostiene. Masochismo? Difficile ipotizzarlo per il capo dell'Agenzia delle Entrate, cui si addice meglio il sadismo.
Poi, equiparare i condoni al sacramento della Penitenza significa non avere le idee chiare sulla dottrina della Chiesa cattolica, il che è certamente ammissibile, ma denota una certa approssimazione di giudizio che contrasta con le caratteristiche che dovrebbe avere chi ricopre un ruolo così importante.
Fa trapelare, inoltre, una certa non dimestichezza con i dati oggettivi, che la funzione ricoperta invece richiederebbe, dato che proprio di recente una ricerca in campo europeo ha dimostrato come l'evasione non sia una prerogativa dell'Italia, né degli altri Paesi cattolici, ma si estenda anche a quelli protestanti. Per quanto poi riguarda la pratica dei condoni, essa è responsabilità solo dell'inefficienza della nostra amministrazione pubblica, compresa l'Agenzia delle Entrate, ed è questa l'unica vera differenza con altri Paesi.
C'è poi un altro aspetto per cui si può affermare che la Orlandi succede a pieno titolo a Befera, cioè la loro capacità di comprensione delle norme che devono applicare. Forse molti ricorderanno che Befera dichiarò pubblicamente essere impossibile pagare le tasse in Italia, anche un semplice 730, senza un commercialista. In questi giorni, la Orlandi ha affermato di averci messo un pomeriggio a capire come doveva pagare l'Imu, pur dichiarandosi un'esperta di questioni fiscali. Come può un semplice cittadino fidarsi dell'Agenzia dell'Entrate dopo queste dichiarazioni dei suoi direttori?


COMMENTI
02/08/2014 - battuta per battuta... (Alberto Pennati)

...un consiglio alla signora Orlandi: non so se sia alcool o droga, in ogni caso è meglio che ne consumi di meno.

 
02/08/2014 - La prescrizione piace a tutti (Giuseppe Crippa)

Grazie per il bell’articolo. La neo direttrice in effetti mostra di non conoscere la mentalità degli italiani, i quali contano più sulla prescrizione - con annessa remissione totale del pagamento - che non sui condoni che comportano comunque un costo…

 
02/08/2014 - Vin O Sel autoinviato dalla Lapponia (selvino beccari)

Stupire, stupire , stupire. Come fossero al bar Sport e non dal privilegio di una posizione istituzionale quello che passa loro nella mente lo devono esternare nella convinzione che la posizione conquistata, o da conquistare, lì legittimi a dire ogni e qualsiasi cosa e il popolo li debba ammirare. Un tempo, durante la prima repubblica, leggevo con piacere le battute dei politici, i doppi sensi, le metafore, i neologismi che hanno portato una generazione ad amare la politica.C'era sempre un ragionamento, un amore per un'idea, perché solo questa poteva generare le "convergenze parallele " o gli "equilibri più avanzati ". Ora, liberato il potere economico dall'ingerenza della politica, quella vera che progettava, è messo al governo del potere politico bande di arrivati, dobbiamo subire battute cretine sulle banane mangiate dai neri, sull'evasione dei cattolici che rispondono al diritto naturale e non al diritto positivo. Anzi, peggio, quando la politica tenta di riprendere il compito di guida che le compete, e penso al vostro premier Renzi, gli scagliate contro di tutto, da destra, da sinistra e dal centro. Piacciono i cretini, quelli che non si dimettono mai è che si riempiono la bocca di rigore e di merito, ma solo quello degli altri. Loro sono cooptati e guai a chi li tocca. L'umiltà non è conosciuta; essere gli ultimi è visto come una pena e una disgrazia.Gli amici sono solo quelli che salgono sul carro del vincitore. Come sempre, il tutto visto dal mio villaggio.