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TELECOM/ Le "montagne russe" tra Argentina, Brasile e (falsi?) rumors

Telecom Italia oggetto di una giornata convulsa in Borsa su voci di una possibile acquisizione di forti quote da parte di una cordata estera, in particolare arabi. Di AUGUSTO LODOLINI

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È stato rinviato a oggi il cda di Telecom Italia convocato per giovedì e che aveva come punto centrale la vendita di Telecom Argentina, di cui è probabile l’annullamento. La trattativa con la Fintecna, controllata dal miliardario messicano David Martinez e azionista di Monte dei Paschi, è iniziata circa un anno fa, ma Fintecna, a quanto sembra, ha chiesto una revisione delle condizioni contrattuali e uno sconto di 100 milioni di dollari sui 960 precedentemente concordati; inoltre, sono emersi problemi con l’autorità antitrust argentina.

Il rinvio del cda potrebbe essere stato causato dalla notizia ieri di Bloomberg, basata sui soliti “ambienti ben informati”, di un progetto per l’acquisizione di una rilevante quota del capitale di Telecom Italia da parte di una serie di finanziatori sotto la guida di Sol Trujillo, già a capo di una serie di società telefoniche in giro per il mondo. Secondo quanto riporta Bloomberg, Trujillo starebbe contattando diversi possibili finanziatori con l’intento di raccogliere 7,5 miliardi di euro da investire in Telecom Italia, una cifra che rappresenta più del 50% della capitalizzazione attuale della società in Borsa. Tra gli interessati all’operazione, denominata “Adriano”, fondi sovrani come quelli del Qatar e degli Emirati e si parla anche di contatti che il manager americano di origine messicana avrebbe già avuto con Telecom e con il Governo italiano.

Come solito, tutti i personaggi citati si sono trincerati dietro un no comment e, anzi, nel corso della giornata è arrivata la dichiarazione a Reuters del sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, che smentisce di aver partecipato a incontri sul progetto. Inizialmente la Borsa ha sembrato credere all’operazione, con un balzo delle quotazioni di Telecom di più del 4%, ridotte in chiusura allo 0,11%, sia pure a fronte di un Ftse Mib in calo dell’1,35%.

Insomma, il progetto comincia a essere visto con una certa incredulità, una specie di dichiarazione di intenti senza ancora basi concrete e fatta da un personaggio uscito circa cinque anni fa dal settore e non senza discussioni. Nel frattempo, però, qualcuno ha fatto buoni guadagni in Borsa, tanto più che le azioni Telecom trattate sono state più del doppio della media dell’ultimo mese e pari a quasi il 2% del capitale ordinario. C’è da sperare che la Consob butti un occhio sulla vicenda.

Tornando al cda di oggi, accanto alla questione argentina, dovrebbero essere discusse la quotazione delle torri di trasmissioni in Italia e la ventilata cessione di quelle brasiliane, producendo entrate che potrebbero sostituire quelle della mancata vendita di Telecom Argentina. Potrebbe poi essere affrontata la situazione in Brasile dopo la fusione di Gvt  con Vivo che darà luogo a Telefónica Brasil, sempre che le autorità di sorveglianza non mettano i bastoni tra le ruote.