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FINMECCANICA/ Lo strano silenzio di Renzi sui piani di Moretti

Mauro Moretti (Infophoto)Mauro Moretti (Infophoto)

Moretti ha giustamente sottolineato l'indirizzo "duale", cioè sia militare che civile, per elicotteri e aerei, pur mettendo un accento particolare sui programmi relativi agli F35, che proprio duali non sono. Ha invece espresso dubbi sulla continuazione di Superjet International, società compartecipata da Alenia Aermacchi e dalla russa Sukhoi, peraltro già in discussione per le sanzioni contro la Russia.

Rimane confermata la strategia di progressivo disimpegno per la società americana Drs Technologies, che opera nei sistemi elettronici di difesa: Moretti non ha parlato di dismissione, ma di vendita di alcune attività per 200 milioni di euro e di ricerca di un partner. Drs fu comprata nel 2008 per 3,5 miliardi di euro e da allora ha continuato a diminuire il fatturato per i tagli apportati dagli Usa alle spese per la difesa. Questo acquisto può essere considerato, almeno con il senno di poi, un errore, ma dismetterla ora significa per Finmeccanica una sostanziale svendita e la rinuncia alla presenza diretta sul mercato americano. 

Infine, rimane anche confermata l'uscita dal settore treni e segnaletica, con la vendita di Ansaldo Breda e del 40% della quotata Ansaldo Sts, per le quali sono già state presentate offerte vincolanti dalla giapponese Hitachi e dalla cordata cinese guidata da Insigma. Secondo quanto dichiarato da Moretti, nessuna decisione è stata ancora presa, il che fa pensare a possibili rilanci in corso.

Bisogna dare atto a Moretti di un tentativo, apparentemente concreto, di mettere ordine in questo frastagliato scenario; tuttavia, non si può non rimarcare che Finmeccanica non è una società "normale" e che nei suoi confronti è del tutto corretto parlare di " società di interesse strategico". A nessun manager, per quanto capace, può essere lasciata carta bianca nella ristrutturazione e nelle strategie, che rimangono compito dell'azionista di riferimento. 

Speriamo che, una volta passato il tormentone delle elezioni presidenziali, Renzi e Pinotti trovino il tempo di occuparsene. A meno che sia meglio lasciare tutto in mano al duro e intransigente Moretti.

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