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IL CASO/ I tagliagole dell'Isis e il "vero islam"

I tagliagole dell’Isis sono spesso definiti criminali che nulla hanno a che vedere con il vero islam. Interessante quindi la diversa opinione di un autorevole imam. AUGUSTO LODOLINI

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Nei commenti italiani e, in genere, occidentali ai crimini dell’Isis sono spesso presenti due “mantra” che poco paiono avere in comune con ciò che sta realmente avvenendo in Iraq, Siria e ora anche in Libia.

Il primo è il tentativo di liquidare l’Isis come una banda di assassini che si nascondono dietro un teatrale ritorno al medioevo, che, per certa nostra cultura dominante, è sinonimo senza se e senza male di arretratezza e di oscurità. E’ questo , appunto, un “mantra” particolarmente caro agli intellettuali di sinistra, gli stessi che invocano, su altri versanti, un ritorno del cristianesimo alle sue origini, alla purezza dei primi secoli, non ancora contaminata dalle commistioni con il potere.

Per continuare nella contraddizione, questi stessi circoli si meravigliano che una parte del mondo musulmano voglia anch’essa ritornare alla purezza dei suoi primi tempi. Un desiderio che è molto più diffuso tra i musulmani di quanto non sia l’Isis con i suoi mezzi violenti e criminali. In questo quadro rientra anche il richiamo del califfato, per quanto anacronistico possa sembrare a noi occidentali. Un periodo quello dei califfi, non solo glorioso per l’espansione dell’islam, ma anche un momento di unione tra autorità religiosa, politica e militare in capo a uno solo, il califfo, successore del Profeta.

Anche questo sembra strano a noi occidentali, per i quali potere politico e potere religioso sono, e devono essere, separati. Per la verità, questa è una posizione soprattutto cattolica, perché i sovrani di Inghilterra sono capi dello Stato e della Chiesa anglicana e la Chiesa luterana è Chiesa di Stato in Norvegia, Danimarca, e lo è stata fino a qualche anno fa in Svezia, e la Chiesa ortodossa lo è in Grecia, per fare qualche esempio.

La costituzione di un califfato, per quanto autoproclamato, all’interno del mondo islamico ha un significato, perciò, molto diverso e ben più pericoloso da quello che avrebbe in Europa la pretesa di ricostituire il Sacro Romano Impero, che sarebbe considerata una roba da pazzi,. E’ probabile che molti musulmani considerino in modo positivo l’eventuale ricostituzione di un califfato, anche se contestano la legittimità e i metodi di quello proclamato dall’Isis. Per esempio, un alto esponente islamico turco dichiarò a suo tempo che se un califfato avesse dovuto risorgere, questo doveva avvenire in Turchia, dove il califfato fu abolito da Ataturk all’inizio degli anni ’20.

Il secondo “mantra” è che comunque quelli dell’Isis e gli altri jihadisti non rappresentano il vero islam. Non sembrando corretto che siano dei non musulmani a pronunciarsi in proposito, è meglio vedere cosa dicono all’interno dell’islam stesso. Non vi è dubbio che i pareri siano discordi, ma può essere interessante quello che arriva da uno dei luoghi più autorevoli dell’islam sunnita, spesso citato anche in Occidente: l'Università di al-Azhar del Cairo.


COMMENTI
18/02/2015 - diamo il potere direttamente all'islam (Emilio Colombo)

e facciamo prima. Mi spiego provocatoriamente. Ho appena finito di sentire il discorso di Obama sull'estremismo islamico in diretta alla CNN, il problema non è l'islam è l'estremismo. C'erano in effetti alcuni dettagli interessanti. A seguire intervista al sindaco di Rotterdam (musulmano di origine marocchina) che chiede a chi non condivide i valori di tolleranza di lasciare la città. Sottolinea come il fatto di essere musulmano e integrato perfettamente gli conferisca una "additional autorithy" per qs proposta. In effetti se estendiamo qs semplice logica, potremmo eleggere ovunque dei sindaci come lui che chiedano a chi non si trova di lasciare la città....! Secondo me quelli dell'ISIS sarebbero entusiasti! Risparmiamo loro la fatica di conquistarci, eleggiamoli direttamente come ns governanti, o no?se tutto è relativo, dove è il problema?