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SPILLO/ I conflitti di interesse "nocivi" per l'Ilva

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Due obiettivi che, per non elidersi reciprocamente, richiedono un'azione comune di tutti gli operatori coinvolti insieme a investimenti notevoli. Un programma che richiede anche un'efficace temporizzazione degli interventi su entrambi i versanti, produttivo e ambientale, che non può essere lasciata all'iniziativa della magistratura, né a quella di commissari straordinari che, come tali, sono designati per far fronte a un'emergenza. 

Ciò non significa rinunciare a perseguire responsabilità che certamente esistono e che sono molto diffuse, ben al di là di contrapposizioni di comodo, come privato/pubblico, politici/industriali e via dicendo, e che risalgono anche molto addietro nel tempo. Il punto è che finora si è data l'impressione di cercare soprattutto i responsabili, comunque altrove rispetto al proprio campo, piuttosto che avviare a soluzione il problema principale, che rimane la conciliazione tra industria e ambiente, lavoro e salute, risultati e costi, non solo monetari, per ottenerli. 

Un problema di cultura economica che va ben oltre il caso specifico di Taranto e che prima o poi dovrà essere affrontato seriamente.

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