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TELECOM/ Telefonica o Mediaset nel futuro del colosso italiano: chi la spunterà?

giovedì 21 gennaio 2010

Dopo molti mesi di silenzio è arrivata alla fine la dichiarazione più legittima e in un certo senso scontata sulla saga Telecom Italia/Telefonica. Lunedì il ministro dell’industria spagnolo, Miguel Sebastian, ha fatto presente che, senza voler intromettersi in una questione che riguarda due aziende private (Telecom Italia e Telefonica), si augura che da parte italiana ci sia maggiore reciprocità agli investimenti spagnoli. Si può, forse, obiettare sull’opportunità di una dichiarazione di un politico su una questione che coinvolge in modo decisivo due società quotate, ma sicuramente nessuno che abbia un filo di memoria e un po’ di buona fede può trovare qualcosa da ridire sulla sostanza dell’auspicio di Miguel Sebastian.

 

Nel corso degli ultimi anni Enel ha conquistato Endesa, Mediaset attraverso Telecinco ha acquistato Cuatro e il 22% di Digital plus, RCS ha comprato Recoletos e Antena3, che ha già tra i propri azionisti il gruppo de Agostini, si sta con ogni probabilità apprestando a rilevare la sexta. Al contrario Santander e BBVA hanno perso le partite su Sanpaolo e Bnl mentre Abertis ha trovato nell’ex ministro delle infrastrutture Di Pietro un ostacolo insormontabile sulla strada della fusione con Autostrade (ora Atlantia).

 

Sarà anche che gli spagnoli hanno trovato di fronte a sé governi più consapevoli del fatto che il cosiddetto “sistema Paese” non può permettersi di perdere del tutto la capacità di controllo su parti particolarmente sensibili dell’economia (c’è stato un momento in cui ben più della metà del sistema finanziario italiano era a rischio); oppure che siano stati più sfortunati là dove altri hanno avuto maggiore successo (le imprese francesi), rimane comunque il dato difficilmente contestabile che gli spagnoli abbiano accumulato qualche credito nei confronti dell’Italia.

 

Era quindi solo una questione di tempo prima che qualcuno in Spagna facesse notare educatamente il caso Telecom Italia-Telefonica. D’altra parte non occorre nemmeno alzare troppo la voce di fronte a una vicenda i cui termini sono di per sé piuttosto evidenti. Evidenti, ovviamente, anche agli investitori che ai primissimi e finora, come vedremo poi, timidissimi segnali di agitazione a inizio settimana hanno premiato il titolo Telecom dopo settimane se non mesi di totale apatia.

 

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