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mercoledì 17 febbraio 2010
Sulla vicenda Telecom Italia-Telefonica è già stato detto quasi tutto; tra le pochissime cose passate in secondo piano rientra di diritto il punto di vista spagnolo e di Telefonica sulla fusione con l’ex monopolista italiano. Per capire in estrema sintesi cosa sta pensando ora un qualsiasi azionista del gigante iberico delle telecomunicazioni basta dare un’occhiata al grafico del titolo nelle ultime settimane. Non occorre essere un raider di borsa per capire che la fusione con Telecom Italia è il vero incubo dell’azionista Telefonica.
Se per questo andamento qualcuno avanzasse l’accusa della solita finanza malata incapace di cogliere il respiro industriale e le sinergie dell’operazione, si troverebbe davanti, in questo caso, delle obiezioni formidabili. È poi veramente curioso come da questa parte del Mediterraneo ci siano non pochi commentatori che sostengono l’idea di una svendita, invocando ormai impossibili sogni di gloria per la società italiana.
L’azionista italiano scambierebbe una partecipazione in una società molto indebitata che opera nel peggiore mercato europeo delle telecom con quella in una società con molto meno debito (in proporzione si intende), con una presenza internazionale importante e guidata da un manager di primo livello.
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