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FINANZA/ Borse su e spread giù: chiedete a Fed e Bce...

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La propensione al rischio e alla scommessa è accentuata da due componenti. La prima è che gli investitori sono già da tempo “scarichi” di Italia e probabilmente Spagna a tutti i livelli (azioni, obbligazioni corporate, statali, ecc.). La seconda è che va bene i “beni rifugio”, oro, valute pregiate, immobili in piazze sicure, ecc., però se il rischio è l’apocalisse finanziaria allora tanto vale “provarci”, perchè perdere i soldi in borsa è il minore dei mali.

Prima di passare al lato “americano” della vicenda sempre, purtroppo, “offuscato” dai problemi europei, è bene chiudere dicendo che così come la Francia non è la Germania, nonostante Sarkozy abbia provato a farci credere il contrario, anche la Spagna non è l’Italia, perchè le banche italiane hanno fatto, riuscendoci, gli aumenti di capitale sul mercato con dolorose diluizioni degli azionisti domestici e perchè se l’Italia avesse il 24% di disoccupazione con annessa paurosa bolla immobiliare, sarebbe già da tempo finita nei libri di storia.

Nella fase attuale però il tema è ancora “rottura dell’euro” o meno; la seconda ipotesi si dovrebbe poi delineare in chi e come rimane nella moneta unica e in chi e come ne esce, ma i programmi di uscita, come noto, non solo non esistono, ma si portano dietro conseguenze difficilmente ponderabili del tipo che se fallisce l’Italia allora neanche la Francia e la Germania se la passano bene.

Sul lato americano invece aspettiamo per oggi al varco la Fed per vedere se ci sarà un’altra tornata di immissione di liquidità con i mercati che hanno già scommesso sulla risposta affermativa. Inutile dire che un Presidente in cerca di rielezione di tutto ha bisogno tranne che di un’economia in declino e di una borsa in ribasso; le pressioni americane sulla Merkel sono utili e dovute e di certo è difficile dolersene, ma il pulpito da cui viene la predica non è esente da critiche e anche gli Stati Uniti dovranno, prima o poi, affrontare il tema del deficit statale, mentre oltre alle banche spagnole anche Jp Morgan ha dato qualche brivido al mercato con i miliardi di dollari persi dall’investment office di Londra qualche mese fa (senza considerare Lehman e compagnia). I fari rimangono puntati su Fed e Bce, via Germania, tutto il resto per ora sembra secondario.



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