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GIORNALI/ Boffo, Feltri, Ezio Mauro: si torna agli anni di piombo

venerdì 4 settembre 2009

 

E adesso, pover’uomo? L’epilogo del caso-Boffo fa tornare in mente il titolo del libro di Hans Fallada, un capolavoro degli anni ’30 oggi dimenticato. Il «povero» non è il dimissionario (o dimissionato?) ex direttore dell’Avvenire, ma il nuovo quanto solidissimo direttore del Giornale. Venerdì scorso Vittorio Feltri ha lanciato la bomba della condanna per molestie di Boffo, il quale si è dimesso meno di una settimana dopo. Tra i lettori del Giornale, ma anche tra i suoi detrattori, ora gira una sola domanda: chi è il prossimo? A chi toccherà?

Quando si seppe che Feltri avrebbe ripreso le redini del quotidiano della famiglia Berlusconi, Giampaolo Pansa parlò di imminente “guerra civile”: Boffo lo ha ricordato nella lettera di dimissioni inviata al cardinale Bagnasco. Appena insediato, Feltri ha bombardato prima la buonanima di Agnelli (evasore fiscale), poi De Benedetti (editore svizzero, dunque evasore pure lui), quindi Boffo ed Ezio Mauro (il quale ha pagato parzialmente in nero l’acquisto di una casa, quindi è evasore a sua volta). De Benedetti ha ignorato le accuse, Mauro le ha respinte debolmente, Boffo ha scelto di tutelare la privacy sua e di altre persone fino al sacrificio di rimetterci il posto. Parallela all’offensiva feltriana si colloca la riscossa giudiziaria berlusconiana che querela Unità e Repubblica. È chiara la virata nella strategia comunicativa del premier, che abbandona il garantismo e il rispetto per la vita privata impugnando la scimitarra di chi ribatte colpo su colpo.

In tutti i casi citati, Feltri formalmente ha fatto il suo lavoro: ha pubblicato notizie. La condanna di Boffo è un fatto e chiunque avesse avuto quelle notizie e le avesse nascoste avrebbe insabbiato una parte di verità. Ma Feltri non si è limitato a dare la notizia: l’ha messa in prima pagina, a tutte colonne, sotto il titolo «Il supermoralista condannato per molestie», accompagnandola con un editoriale di cui vale la pena rileggere alcuni passi. «Mai quanto nel presente periodo si sono visti in azione tanti moralisti sprovvisti di titoli idonei. Ed è venuto il tempo di smascherarli. Dispiace, ma bisogna farlo affinché il pubblico sappia da che pulpito vengono certe prediche. Cominciamo da Dino Boffo». Quel «cominciamo» suona come un chiaro avvertimento che seguiranno altri smascheramenti. E poi: «Il problema è che in campo sessuale ciascuno ha le sue debolezze ed è bene evitare di indagare su quelle del prossimo». Secondo avvertimento: la categoria dei giornalisti nel campo delle debolezze sessuali non ha nulla da imparare da nessuno.

Feltri ha portato alle estreme conseguenze l’uso del gossip che altri avevano inaugurato e cavalcato. Il pettegolezzo può stroncare carriere lavorative, figurarsi carriere politiche. Il realismo impone di raccogliere questa lezione: la guerra del gossip è destinata a finire senza vincitori né vinti, è uno scontro frontale alla baionetta che lascia le trincee vuote e i campi di battaglia pieni di corpi sventrati. Ma il direttore del Giornale, attraverso Boffo, ha fatto di più, ha voluto colpire la categoria dei moralisti. La battaglia contro i moralisti è più legittima di quella contro il gossip? In realtà anche questo è un conflitto inutile. Certo, in ogni casa c’è del marcio. E allora? Che si fa? Dopo aver dimostrato che nessuno ha titoli per rimproverare nessuno, da dove si riparte?

Paradossalmente proprio il Giornale, al pari dell’Avvenire, ha fornito una possibile risposta pubblicando il discorso del mercoledì di Benedetto XVI. «Di fronte alla vastità dei vizi diffusi nella società – dice il papa parlando di Oddone di Cluny – il rimedio che egli proponeva con decisione era quello di un radicale cambiamento della vita. Dio persegue le colpe e tuttavia protegge i peccatori». Siamo tutti peccatori. Ma siamo tutti bisognosi di un abbraccio misericordioso che ci ama prima di giudicarci.

 

 



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COMMENTI
13/09/2009 - De Boffo. (Adriano Ferro)

Ricordo agli smemorati Raffaele Mancini ed altri che la condanna di Boffo per molestie NON è in una lettera anonima, che la notizia è apparsa sul blog di un deputato di sinistra, prima, è stata poi rilanciata da un'agenzia radicale e infine da Panorama molto tempo fa. Quindi Feltri è arrivato quarto. Perché molti se la prendano adesso con Feltri, quando dovrebbero essergli grati per aver tolto di mezzo uno che non può fare la morale a nessuno, è sorprendente. Quanto al testo anonimo, il suddetto aveva la possibilità di mettere fine alle dicerie tirando fuori le carte in suo possesso. Non avendolo fatto, fa pensare che sia tutto vero.

 
11/09/2009 - ESAGERATI (Alessandro Galimberti)

Esagerati certi commenti: "Mi vergogno di questo articolo". A meno che non sia lo stesso giornalista a commentare se stesso... Mi pare, quella del giornalista Fanna, un'opinione rispettabile. A mio parere non c'è da scomodare nessuna nostrana ideologia per giustificare una cattiveria che Feltri ha sempre avuto. Poi, se sia stato "mandato" o meno, al punto in cui siamo arrivati, poco importa. Piacerebbe contare così tanti stracciatori di vesti anche per le nefandezze di altri giornali ed altri mandanti. E ce ne sono molti. Ma, purtroppo, il complesso da minorato intellettuale, è talmente stampato nelle menti degli uomini di destra e cattolici che pare sempre che qualsiasi cosa che viene da sinistra ha più dignità, è vera solo per il fatto che appare su Repubblica. Il Giornale in questi giorni ha pubblicato (mai smentito) tali sconcerie giornalistiche da far rabbrividire Boffo stesso. Ma nessuno ha detto nulla. Il Sole 24 ha pubblicato perfino una prima pagina falsa di Avvenire dove il Papa criticava Berlusconi... E noi stiamo qui a discutere di una notizia (vero non sarebbe stata da prima pagina in tempi non guerreschi!) basata su una sentenza (se ne veda copia sul sito de Il Giornale)... Altro che su un'informativa privata. Ma cosa leggete: solo Repubblica? Esprimo la mia solidarietà a Boffo che volente o nolente si era tenuto molto fuori dalla bagarre gossippara scatenata da Repubblica e così bene aveva sostenuto fondamentali battaglie a difesa della libertà dei cattolici.

 
06/09/2009 - Occorreva prudenza 2 (Alberto Speroni)

mi associo a Bartolomei Bruno cordiali saluti

 
06/09/2009 - nuovo commento ai commenti (raffaele mancini)

Di nuovo sui commenti. Ricordo che i sospetti su Boffo vengono tutti da una lettera anonima. ANONIMA! Quindi di per sé indegna di ogni considerazione in mancanza di altri riscontri. E tale è infatti rimasta per mesi e mesi. Se debbo dirla tutta, quella dello sfascista Feltri è stata una 'porcata'. E se Berlusconi non ne sapeva nulla (dubito...) avrebbe dovuto licenziarlo. Avrei inoltre apprezzato un comunicato stampa più 'caloroso' verso Boffo da parte di CL.

 
05/09/2009 - Sono un po' sconcertato (Bruno Perboni)

Sconcertato per questo articolo, di cui francamente non comprendo l'obiettivo. Il focus è sulla serie di attacchi che dobbiamo aspettarci, ma la denuncia mi sembra un po' asettica. E la definizione finale di conflitto inutile, in relazione alla battaglia contro i moralisti, mi lascia attonito. Tutto qui? Dalle testate cattoliche mi aspettavo un contrattacco pesante a chi si è permesso di usare certi metodi per attaccare pretestuosamente una persona e un giornale che hanno sì puntualizzato sugli aspetti morali del nostro Presidente del Consiglio, ma ne hanno sostenuto ampiamente le decisioni governative concrete che hanno consentito a tanti cattolici di votare il Pdl. Da un punto di vista politico, Feltri ha sbagliato bersaglio, anche se Boffo poteva essere il più facile da colpire, per intimidire gli altri. Da un punto di vista umano, non ho mai visto un attacco di tale virulenza e strumentalizzazione. La risposta dovrebbe essere assolutamente chiara non nell'esprimere solidarietà a Boffo ma nel chiedere l'allontanamento di Feltri dalla testata e dal giornalismo. Non trovo nulla di tutto ciò in questo articolo e nelle altre reazioni. E ne sono stupito. Come sono rimasto stupito nel cogliere tante divisioni tra il popolo e la gerarchia cattolica sulla mostruosità che è stata attuata. Se accettiamo di assistere passivamente ad eventi di questo genere, per quanto tempo pensate che potremo leggere gli editoriali di Avvenire o di scambiarci idee su questi forum? Bruno

 
05/09/2009 - Occorreva prudenza (Bruno Bartolomei)

Colui che più di ogni altro ha centrato la verità in questa triste vicenda è Messori che nel suo articolo sul Corriere vede e sottolinea nella carenza di prudenza la matrice di quanto è avvenuto attorno al caso Boffo. Per difendere la Chiesa occorrono uomini inattaccabili. Tutto il resto, con i tempi che corrono, purtroppo sono chiacchiere.

 
04/09/2009 - articolo di Fanna (gianluca segre)

Condivido tutte le osservazioni di Fanna. Per quanto riguarda Feltri e la sua affermazione sui "moralisti sprovvisti di titoli idonei", si può almeno ricordare che, portando il "Giornale" al livello di gossip di bassa lega, ha certo dimostrato di non essere moralista, così come, soprattutto, di essere sprovvisto di titoli di stile e signorilità. Il "Giornale" di Montanelli? altro stile, altra statura. Gianluca Segre

 
04/09/2009 - Perso la bussola? (Adriano Ferro)

La triste vicenda di Boffo sembra abbia fatto perdere la bussola a molti cattolici, prelati compresi. Come si è espresso un famoso cattedratico e scrittore, il problema essenziale per un cattolico è questo: "Può l’organo dei vescovi italiani essere diretto da un uomo che è stato condannato per molestia e che, soprattutto, è sospettato di essere in una condizione definita dal Catechismo della Chiesa «intrinsecamente disordinata» e «contraria alla legge naturale» (n. 2357)? Tutto il resto è polemica di bassa lega, anche se espressa con termini e principi nobili e altisonanti.

 
04/09/2009 - Fine degli anni di piombo? (Adriano Ferro)

Da che mondo è mondo per far cessare un'aggressione bisogna colpire, se si può, in maniera ancora più aggressiva. Porgere l'altra guancia non ha mai fermato un prepotente. Dopo l'aggressione di Annibale i Romani hanno distrutto Cartagine, altrimenti rischiavano di esserne distrutti. Ora Mauro e altri falsi moralisti ci penseranno due volte. Non è un caso che finalmente molti commentatori sostengano che è ora di finirla. Perché non lo dicevano PRIMA che Feltri smascherasse il falso moralismo? Questa mi sembra la sua vera vittoria.

 
04/09/2009 - abrogato il reato di diffamazione a mezzo stampa (attilio sangiani)

non dovrebbero sfuggire ai commentatori due fatti: a) la FNSI ha indetto una giornata di protesta contro il presunto attentato alla libertà di stampa perpretato dal Presidente del Consiglio per aver querelato due giornali ( Repubblica e Unità ). Sembra quindi che la FNSI diffidi della magistratura o ritenga abrogato il reato di diffamazione a mezzo stampa. Ma la funzione giudiziaria non è stata creata da tempo immemorabile proprio per dirimere le controversie in modo più civile che con le armi ( oggi con articoli di gossip diffamatorio )? b) purtroppo la innocenza di Boffo ( alla quale credo fermamente ) non mi pare "più provata " di quella di Berlusconi. Ma entrambe non "devono" essere provate,perchè sono presunte. Cosa difendono allora i giornalisti della FNSI ? A me pare che difendano un loro diritto illimitato(cioè esente da controllo giurisdizionale ) di usare la diffamazione come arma di lotta politica .Solo nelle monarchie assolute i sovrani avevano questa pretesa. Ricordo che Guareschi ebbe una condanna severa per aver diffamato con documenti provati falsi in giudizio l'on De Gasperi,querelante. Anche De Gasperi minacciò la libertà di stampa ?

 
04/09/2009 - commento ai commenti (raffaele mancini)

Non intendo commentare l'articolo di Fanna, che mi sembra condivisibile, ma i commenti. Una cosa è certa: Feltri e chi gli sta dietro (la Famiglia) ha raggiunto il proprio scopo: creare disorientamento e appiattire tutto. Val la pena riprendere la categoria pannelliana di 'sfascismo', il cui unico esito certo è in questo caso quello di aver messo in difficoltà i cattolici nel centro-destra. E forse era proprio questo l'obiettivo. Le regionali sono vicine. E' ora di pensare a un'alternativa a partire dalle basi che Fanna ricorda alla fine del suo pezzo.

 
04/09/2009 - commento (antonello sanvito)

Strano Paese il nostro. Leggendo nel titolo dell'articolo di Fanna il termine anni di piombo mi è venuto alla mente un delitto di quel tempo, l'uccisione del commissario Calabresi. Ebbene, Dino Boffo una volta sputtanato pubblicamente ha lasciato la direzione di Avvenire per non trascinare nel fango il quotidiano che ha ben diretto e che rappresenta la voce della Chiesa. Volente o costretto, per tanti ha fatto la cosa giusta. Ma come si fa ad uccidere moralmente una persona per un'azione sbagliata, a buttare via un lavoro stimato lungo 15 anni per un'azione sbagliata? Il Vangelo dice, se non sbaglio, che di fronte a pastori della chiesa (ma il giudizio vale per ogni educatore) che predicano bene e razzolano male ci si deve comportare così: fate quello che dicono, non fate quello che fanno. Perchè? Perchè il giudizio sull'uomo spetta solo a Dio, e quello che essi dicono segna una strada giusta, anche se ad essa non sono coerenti. Idee e giudizi sono appannaggio di tutti, oggetto di dialogo e di dialettica al di là dei meriti o delle colpe di chi li mette in gioco. Solo così è accettabile che un signor Adriano Sofri, condannato dopo 8 processi (cosa mai vista in Italia) per essere stato il mandante dell'omicidio Calabresi, possa scrivere su quotidiani e periodici nazionali di ciò che gli garba. Però la stranezza dei due pesi e due misure rimane evidente: per Boffo la gogna, per Sofri gli altari. Forse non tutti i giornalisti, intellettuali, uomini sono uguali.In Italia.

 
04/09/2009 - si torna agli anni di piombo (FRANCESCO MACCAGNONI)

totale simpatia e solidarieta' a Feltri. legittima difesa dagli incalzanti, ripetuti , attacchi a Berlusconi. (un proverbio dice : chi la fa, l'aspetti!) saggezza popolare........ cordiali saluti

 
04/09/2009 - I peccati, i peccatori e ... (FRANCO GRIZIOTTI BASEVI)

Buona visione della scena attuale, ma chi sono i peccatori e quali sono i peccati? Forse non sono poi così importanti né i peccati né i peccatori, ma l'atto politico che si sta consumando. Ormai in Italia è sempre più difficile parlare di religione, di Dio e di quanto altro connesso con la vita spirituale (cattolica) dei suoi abitanti e questo viene ancora fatto solo nelle parrocchie, nei confessionali e nell'ora di religione. Per tutto il resto di tempi e luoghi si gioca una partita politica durissima che vede al centro il controllo del paese. Di fatto la Chiesa è un potere politico potente e riconosciuto con cui fare i conti e senza di cui non si può governare. Le scappatelle o le tendenze sessuali dei convenuti? Solo strumenti di scaramucce ed evidenze mediatiche che nascondono ben altro. Boffo, galantuomo sì o no è stato semplicemente messo sul piatto direttamente dalla Chiesa stessa in cambio di ... varie ipotesi e la realtà dello scambio la vedremo tra poco. Se ognuno facesse il proprio mestiere ... si vivrebbe meglio, decisamente meglio. Un'ultima cosa: contrariamente a quanto si pensa gli italiani non sono stupidi!

 
04/09/2009 - Meglio leggere gli articoli prima di commentarli (Francesco Masini)

Mi stupisco della superficialità dei commenti che mi precedono. Mi sembra che il punto centrale dell'articolo dell'ottimo Fanna (mitico il Fanna dell'Hellas dello scudetto)sia "La battaglia contro i moralisti è più legittima di quella contro il gossip? In realtà anche questo è un conflitto inutile. Certo, in ogni casa c’è del marcio. E allora? Che si fa? Dopo aver dimostrato che nessuno ha titoli per rimproverare nessuno, da dove si riparte?". Leggendo i giornali in queste settimane mi pare sia l'unica domanda sensata da farsi.

 
04/09/2009 - boffo (alessandra de pra)

sono dispiaciuta anch'io per questo articolo. Qui non si tratta di aver fatto "estremo uso del gossip", ma di aver diffamato una persona, sapendo di costruire prove false per calunniarla. E' un reato. La legge tutela le persone contro questo reato, ma un uomo può vincere in tribunale e perdere nella vita, come il caso del commissario Calabresi dimostra: vinse contro Lotta Continua, ma fu ucciso da Lotta Continua e non in senso metaforico. Personalmente mi sento ferita da questa vicenda così come ho sofferto nel vedere le Torri Gemelle che crollavano. Un innocente usato come bersaglio è un fatto intollerabile. La misericordia non prescinde dalla verità. Alessandra De Pra

 
04/09/2009 - faziosità senza limiti (LUCIANO VIGEVANO)

secondo me il top della meschinità e dell'impudenza la dimostrano tutti coloro che gridano allo scandalo solo quando le azioni disgustose sono perpetrate dalla parte avversa mentre quando arrivano dai loro amici sono sempre giuste o giustificabili (o quanto meno dicono che parlarne è sporca strumentalizzazione politica). L'unico insegnamento che tutti dovrebbero trarre da questa ondata di "cioccolata calda" è che bisognerebbe TUTTI finirla con le guerre verbali e .... mettersi a lavorare seriamente. TUTTI Luciano Vigevano

 
04/09/2009 - MI DISSOCIO COMPLETAMETE DALL'ARTICOLO DI FANNA (emanuele arghenini)

Come il commento precedente,stento a credere a quel che leggo sul "il sussidiario"!!! Ma l'estensore dell'articolo(è parente con l'ex giocatore della Juve?) si dimentica che esistono i servi?Si dimentica il detto"padron comanda,caval trotta?" Inoltre è appurata come falsa l'accusa a Boffo,mentre non mi sembra (a quel che si legge) che lo stesso valga per Berlusconi.Perciò non tutti i peccati ed i peccatori sono uguali....anche se qualcuno è più uguale degli altri Cordiali saluti emanuele arghenini

 
04/09/2009 - DIMISSIONI DI BOFFO (PAOLO BRIZZI)

LE DIMISSIONI DI BOFFO, se vogliamo uscire dalla retorica un po’ melensa del fu picconatore Cossiga, una simbolica firma in calce alle condizioni proposte dagli emissari del Cavaliere ai Mammasantissima di Oltretevere per stabilire, se non la fine delle ostilità, almeno una tregua non solo a Berlusconi, ma anche al suo governo. Insomma, Boffo qualche antipatia se l’era creata anche in casa per cui l’”inqualificabile attacco” del Giornale non deve essere dispiaciuto proprio a tutti. A Berlusconi no di sicuro, come hanno strillato tutti i noiosi difensori della libertà di stampa e della democrazia, ma probabilmente nemmeno a quelli che in Vaticano lavorano indefessamente per portare a casa la pagnotta. Per capire di cosa stiamo parlando occorre fare un piccolo passo indietro e rileggersi l’intervista a Frattini apparsa all’alba sulle pagine del Corriere della Sera, difficile da classificare casuale nei tempi o nei contenuti. Il Ministro degli Esteri, che è il primo ambasciatore del regno, ma anche uno che se gli chiedi una cosa al mattino alla sera te la consegna cucinata a puntino, per chiudere la questione ha voluto mettere nero su bianco l’offerta di pace, e cioè il via libera al finanziamento delle scuole private e il rinvio sine die della questione delle coppie di fatto. Sul resto, il fritto misto a base di legge sul fine vita, nessun impegno particolare perché è un terreno troppo scivoloso per tutti, ma disponibilità a valutare le risoluzioni della commissione a due .

 
04/09/2009 - Mi vergogno (carlo benedetti)

Mi vergogno di questo articolo, e mi chiedo come sia possibile difendere un personaggio come Feltri, che si è comportato in modo cosi vile e meschino. Consideravo ilsussidiario.net una voce intelligente e super-partes, ma evidentemente quando c'è di mezzo il potere non lo è più. Quando fa comodo si difende a spada tratta la chiesa; ma se ad attaccare il giornale dei vescovi è un personaggio che, a sua volta, agisce per difendere Berlusconi, allora si chiude un occhio. Ma non si parli di "condanna dei moralisti"! Quando non ci si può più aggrappare a nulla, il termine "moralista" viene sempre rispolverato, e fa sempre la sua scena.. Sono sicuro al 100% che, se l'attacco a Boffo fosse venuto da un giornale di sinistra, un simile articolo non sarebbe mai apparso. Anzi, tutti si sarebbero schierati a difendere il "giornale vicino alla Chiesa". Carlo PS. Spero che la redazione non consideri questo commento come 'inopportuno'

RISPOSTA:

La redazione non considera questo commento inopportuno, ma, nel pubblicarlo, si permette di segnalarne la incongruenza. Nell’articolo che ha tanto indignato il nostro lettore, ci pare ben difficile leggere una difesa di Feltri, semmai il contrario. Non bastano i richiami al duro giudizio di Pansa, l’accusa a Berlusconi di aver abbandonato il garantismo e il rispetto della vita privata ( almeno quella degli altri), la denuncia della completa inutilità di queste battaglie a base di gossip e moralismo che lasciano alle loro spalle solo un deserto pieno di vittime, il richiamo finale al discorso del Papa e “all’abbraccio misericordioso che ci ama prima di giudicarci.”? Davvero crede che tutto questo significhi difendere Feltri?