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SCENARIO/ 2. Napolitano pesca nel Pdl il successore di Berlusconi

Pallottolieri e conteggi, assenze e impegni inderogabili, la fiducia al governo è un gioco di calcoli complicato. Non resta che aspettare altri cinque giorni, ma i protagonisti iniziano a prepararsi al dopo. Il punto di ANTONIO FANNA

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Ormai è una lotteria legata a fattori imponderabili: un deputato malato, una che deve partorire, un altro che avrà il treno o l’aereo in ritardo. Il voto di martedì 14 appare sempre più come uno strano gioco d’azzardo legato alle assenze, più che alle presenze, dei membri della Camera.

Nelle segreterie dei partiti, e anche al Quirinale, si maneggia il pallottoliere da mattina a sera. La storia politica italiana è piena di svolte determinate da calcoli sbagliati: per esempio, quando Prodi cadde nel 1998 per una fiducia mal conteggiata, o quando Berlusconi l’estate scorsa sottovalutò la minaccia di Fini, convinto che l’ex leader di An non avrebbe avuto i numeri per costituire un gruppo parlamentare autonomo.

Non è un bello spettacolo, mentre la speculazione finanziaria torna a interessarsi dei titoli di stato italiani scuotendo la nostra finanza pubblica, vedere un governo che si avvicina a un voto di fiducia puntellandosi sugli assenti.

D’altra parte, il quadro è abbastanza definito. Berlusconi è convinto di sopravvivere al voto del 14 dicembre: la seconda vittoria parlamentare in meno di tre mesi, dopo la fiducia di fine settembre, gli consentirebbe di trattare un rimpasto, se non un governo-bis, senza le incognite di una crisi al buio.