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IL PALAZZO/ Bossi incassa il "regalo" del premier e sfida la CGIL

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L'analisi politica di Antonio Fanna  L'analisi politica di Antonio Fanna

Se il destino del governo è cadere in tempi brevi, non sarà un consesso europeo a staccare la spina al Berlusconi IV. Ieri il presidente del Consiglio ha presentato l'attesa lettera ai partner dell'Ue suscitando «una buona impressione», a detta del presidente Van Rompuy. È un elenco di intenti che vanno dalle garanzie sulle riforme costituzionali e fiscali, alla mobilità per i dipendenti pubblici, all'innalzamento dell'età pensionabile fino alla maggiore facilità per i licenziamenti. Misure che hanno subito irritato la Cgil la quale annuncia mobilitazioni di piazza.

Tutto bene, dunque? Il superamento dello scoglio europeo è sinonimo di durata? Tutt'altro. I problemi maggiori vengono da Roma, non da Bruxelles. Ieri, in una giornata parlamentare surriscaldata dalla stoccata di Fini sulla baby pensione della moglie di Bossi, il governo è andato ancora in minoranza alla Camera e al Senato più volte. Lo sfilacciamento nella maggioranza è al limite della rottura. Nonostante il via libera alla lettera di impegni per l'Europa, il leader leghista ripete che al governo comanda lui. Decide lui se e quando tagliare i ponti. E tutto lascia pensare che ciò avverrà in modo da votare in primavera con l'attuale legge elettorale, che consente di riempire le liste di «fedelissimi» escludendo le frange dissidenti che nel Carroccio stanno guadagnando consensi.

«Ogni giorno in più al governo significa perdere voti» è il pensiero del Senatùr, che non intende lasciare alla Cgil la bandiera della difesa a oltranza del sistema pensionistico attuale. Questa prospettiva sta agitando un numero crescente di «peones», parlamentari che temono di non essere riconfermati e dunque non hanno nulla da perdere, eccetto i soldi che incasserebbero soltanto se la legislatura finisse alla scadenza naturale.
Sono costoro, presenti in Pdl e Lega oltre che a sinistra, a cannoneggiare il governo. Fanno la conta per vedere se - assieme all'attuale opposizione - possono formare una maggioranza purchessia in grado di sostenere un governo tecnico o istituzionale per i prossimi 12-15 mesi con un unico vero obiettivo: modificare il «Porcellum» elettorale. In che modo, ancora non si sa.



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COMMENTI
27/10/2011 - SE SEI UN DIPENDENTE ... NIENTE PARITARIA (VAL VAL)

E se uno i soldi li avesse risparmiati prima? E se uno facesse a meno delle vacanze per dare una migliore istruzione ai figli? E se la scuola la pagassero i nonni? E se uno preferisse avere meno scarpe e vestiti oppure meno costosi? Dove sta la libertà? Guardiamo piuttosto quanti presunti poveri hanno il SUV o l'IPAD ecc.