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SCENARIO/ Da Washington a via Bellerio, l'ultimo "taglio" di Tremonti

Giornata di incontri e di vertici per il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, quella di ieri. Ma i nodi da sciogliere con il suo partito rimangono tutti. Lo scenario di ANTONIO FANNA

Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (Ansa) Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (Ansa)

La giornata di Giulio Tremonti è cominciata all’aeroporto di Fiumicino, dove era atterrato dopo il volo di rientro da Washington, con un casuale faccia a faccia con Francesco Rutelli in attesa di ripartire per Milano. «Non è che incontrare Rutelli di prima mattina ti tira su il morale», ha commentato il ministro più tardi. È proseguita con un vertice mattutino dell’Aspen Institute, un trust di cervelli impegnato a discutere di «strumenti per l’innovazione e l’occupazione giovanile». Ed è continuata nel pomeriggio a via Bellerio, sede della Lega Nord, chiamato a rapporto dallo stato maggiore del Carroccio: Bossi, Maroni, Giorgetti e Cota.

Insomma, tutti appuntamenti cui il governo e il Pdl sono rimasti estranei. Il ministro dell’Economia ha fatto sfoggio di sicurezza, ha ribadito il merito di «aver messo in sicurezza i conti». Ma il faccia a faccia con il premier e i colleghi dell’esecutivo, oltre che con i compagni di partito, è rinviato.
Lo strappo del viaggio a Washington nel giorno in cui la Camera votava sull’onorevole Marco Milanese, suo braccio destro fino a poche settimane fa, non è ancora ricucito. Come dimostrano le mancate smentite ai durissimi giudizi su Tremonti che Silvio Berlusconi avrebbe pronunciato con alcuni collaboratori. Ed è stato Il Giornale, non Il Fatto o l’Unità, a ribattezzare Giulio «il coniglio dei ministri» per essersi dileguato nel momento del bisogno.

Il fuoco concentrico sul titolare di via XX Settembre non è destinato a placarsi in fretta. Al di là della questione caratteriale, il motivo è semplice e riguarda le prossime decisioni da prendere in materia di sviluppo e crescita. Liberalizzazioni, semplificazioni, vendite del patrimonio statale, rilancio delle grandi opere: misure che sindacati, imprenditori grandi e piccoli, artigiani, lavoratori chiedono in forze. Ma sono provvedimenti che il governo deve prendere a costo zero, cioè senza spendere oppure rastrellando altro denaro presso i contribuenti.