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SCUOLA/ Maestro unico: dopo i decreti attuativi, cosa cambia rispetto al modulo?

I Decreti approvati nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, seppure con qualche modifica rispetto alle intenzioni iniziali, sono tuttavia giunti ad abolire alle elementari il modulo a più maestri. Le famiglie ora potranno scegliere tra due modelli base che prevedono un unico maestro di riferimento (24 o 27 ore) e richiedere, compatibilmente all’organico assegnato alla scuola, un modello fino a 30 ore con attività opzionali o facoltative oppure il tempo pieno a 40 ore. In questi ultimi mesi, però, il ritorno al maestro unico è stato spesso presentato all’opinione pubblica come una novità stravagante che potrebbe ricondurre il sistema scolastico indietro nel tempo. Ma è proprio così? Lo abbiamo chiesto alla direttrice de “l’Aurora”, scuola primaria paritaria di Cernusco sul Naviglio (Milano)

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I Decreti approvati nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, seppure con qualche modifica rispetto alle intenzioni iniziali, sono tuttavia giunti ad abolire alle elementari il modulo a più maestri.  Le famiglie ora  potranno scegliere tra due modelli base che prevedono un unico maestro di riferimento (24 o 27 ore) e richiedere, compatibilmente all’organico assegnato alla scuola, un modello fino a 30 ore con attività opzionali o facoltative oppure il tempo pieno a 40 ore.

In questi ultimi mesi, però, il ritorno al maestro unico è stato spesso presentato all’opinione pubblica come una novità stravagante che potrebbe ricondurre il sistema scolastico indietro nel tempo. Ma è proprio così? Lo abbiamo chiesto alla direttrice de “l’Aurora”, scuola primaria paritaria di Cernusco sul Naviglio (Milano).

 

Il Paritario.net

Alla scuola “l’Aurora” un insegnante per classe non rappresenta un fatto nuovo. Infatti è da sempre una scelta, che caratterizza lo sviluppo del percorso educativo e didattico degli alunni. E’ così vero che ogni anno, incontrando le famiglie che desiderano iscrivere i loro figli all’ “Aurora”, presentiamo questa scelta come uno degli aspetti che qualificano la proposta della scuola.

Vogliamo perciò, in questo particolare momento culturale, dare le ragioni che da anni verifichiamo vere, giuste e adeguate allo scopo di una scuola, quindi anche di questa scuola.

La scuola - il maestro

La scuola è per il bambino, quindi la sua organizzazione deve tendere a porre in atto condizioni che siano il più possibile favorevoli ad un’esperienza significativa adeguata al bambino, alla sua traiettoria di crescita ed all’esperienza di conoscenza della realtà attraverso le diverse proposte disciplinari.

Perciò, per individuare e comprendere quale possa essere la funzione dell’insegnante di classe, è necessario partire dalla domanda che ogni uomo -ed il bambino è un uomo- ha dentro di sé: conoscere chi si è e la realtà che ci circonda.

Il maestro – esempio di rapporto con la realtà

Per diventare grande, per conoscere sé e la realtà è necessario seguire un altro.

Per un bambino della scuola primaria questo “altro” è il maestro di classe che per ogni alunno rappresenta la figura esemplificativa di una possibilità di rapporto con sé, con gli altri, con le cose, con il tempo, con la scuola, con la realtà nelle sue diverse sfaccettature. Il maestro perciò introduce il bambino all’esperienza di conoscenza offrendogli un patrimonio di senso, patrimonio da lui stesso per primo condiviso perché anche a lui offerto e testimoniato dalla tradizione pedagogica che la scuola a cui appartiene gli consegna.

Come il maestro comunica la sua proposta? Attraverso i gesti, lo sguardo, le indicazioni, le scelte, la posizione con cui vive ogni momento dell’esperienza quotidiana in classe con i suoi alunni.

Per questo noi consideriamo il maestro di classe punto unitario di proposta, metodo e giudizio dell’esperienza educativa e di apprendimento di ogni alunno della classe a lui affidata.

Il maestro – punto unitario dell’esperienza di apprendimento

Considerare un insegnante di classe “punto unitario dell’esperienza di apprendimento”, significa consegnargli la conduzione e lo sviluppo della proposta didattica complessiva riferita alle materie fondanti quali Lingua italiana, Matematica, Storia, Geografia, Scienze, Religione. Significa anche riconoscergli il ruolo di coordinatore degli interventi dei cosiddetti docenti specialisti (musica, arte, educazione motoria).

Tutto questo permette al maestro di mediare l’ipotesi quotidiana di lavoro con la risposta della classe e di ogni singolo alunno. L’insegnante di classe deve avere la possibilità di modificare, rallentare, riprendere, accelerare, approfondire, individuare strategie più adeguate per favorire una reale esperienza d’apprendimento ai suoi scolari. Allora lo sviluppo del lavoro risulterà realmente dipendente e in stretto rapporto alla risposta della classe e non sarà l’alunno a dover rincorrere il “programma”, con esiti più o meno gratificanti.

Il maestro: non novità, ma esperienza quotidiana

Le osservazioni precedenti e l’esperienza quotidiana de “L’Aurora” ci confermano che un bambino alla scuola primaria non ha bisogno semplicemente di esperti specializzati in questo o quello, ma di persone che si assumano la responsabilità di possedere e di approfondire una proposta di senso. E’ proprio questa unitarietà di senso che favorirà l’incremento della ragione, dell’intelligenza, della sensibilità, cioè di tutta la persona di ogni alunno.

Alessandra Dallera (Direttrice de “L’Aurora”, Cernusco sul Naviglio - Milano)

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COMMENTI
27/12/2008 - dessert (STEFANIA MARTELLI)

quando si taglia sulla formazione, istruzione o cultura siamo proprio alla frutta...direi banane...