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LA STORIA/ Come nasce una scuola?

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Tutti insieme, tutti in fila, muovendosi dalla chiesa parrocchiale di san Giovanni Battista in Coriano - che sta all’origine dell’edificazione grazie alla generosa eredità ricevuta dal parroco don Lino Andrini - fino al cantiere di via Schuman. Poche centinaia di metri, però lunghe venti secoli di storia: dalla Chiesa, che è madre appassionata all’educazione dei propri figli, sino all’iniziativa concretissima, fatta di calce e mattoni, di alcuni di questi figli che, conservando negli occhi e nel cuore la bellezza dell’educazione ricevuta, hanno desiderato comunicarla a tutti, cominciando proprio dai più piccoli. Alcune centinaia di metri ricche di significato e di gioia, insomma.

 

Fare scuola infatti è una festa; non è quella cosa noiosa e seriosa, piena di pluralismi ed equidistanze politicamente corrette che tanto spesso la rendono anonima e triste, senza gusto e attrattiva. E che fosse una festa era evidente dai volti di tutti: da quelli dei bambini, che hanno cantato “mattone su mattone” e si sono divertiti come matti nello spazio antistante il cantiere, a quelli degli adulti, sopraffatti dalla bellezza dell’edificio nascente, dalle parole commosse e grate delle autorità che hanno preso la parola, dalla misteriosa e benefica santità della benedizione del cantiere donata dal Vescovo Mons. Pizzi.

 

È questa la scuola di tutti. È una speranza per tutti. Non perché vi si possa accedere senza oneri: purtroppo la legge di parità non è ancora arrivata a questo punto, anche se ci auguriamo che ciò presto avvenga. È la scuola per tutti, in cui tutti comunque potranno essere accolti, soprattutto perché desidera corrispondere a quello che il cuore dell’uomo - di ogni uomo, anche di chi ancora non lo riconosce - attende: un luogo, voluto da un popolo, di vera educazione, di vera attenzione all’umano. Un luogo in cui imparare è far festa insieme.

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