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SCUOLA/ Ancora tagli alle paritarie, così si uccide la democrazia e la libertà di educare

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Al di là del fatto - già gravissimo - che la chiusura di scuole paritarie dovuta al venir meno dei finanziamenti sarebbe un impoverimento per tutti, vogliamo ricordare che il mancato sostegno economico alla loro funzione pubblica risulta essere una grave inadempienza da parte dello Stato.

 

Auspichiamo pertanto che nel dibattito al Senato, e poi alla Camera, il Governo si ricordi di onorare gli impegni già formalmente assunti, quantomeno ripristinando la somma originariamente prevista di 535 milioni di euro, e provvedendo successivamente a realizzare misure economiche sulla parità scolastica che rientrino nelle norme generali dell’istruzione.

 

La scuola italiana ne ha bisogno per ripartire. Il Paese ne ha bisogno per crescere nella libertà e nella democrazia.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
02/11/2009 - Scuola Pubblica (Massimiliano De Conca)

Senza nulla togliere in dignità alle Scuole private, è pur vero che i finanziamenti dovrebbero incentrarsi soprattutto verso le scuole statali: non è una deriva centralista, ma la semplice costatazione che -considerato il lavoro svolto e soprattutto la platea variegata e non elitaria di riferimento- la scuola statale HA bisogno più di quella privata dei finanziamenti statali. Che poi entrambe, la statale e la privata, debbano essere considerate scuole pubbliche, è fuori di dubbio. La realtà però insegna che la scuola privata resta un ente formativo d'élite che alla base presuppone un criterio selettivo abnorme rispetto al mondo reale. La scuola pubblica necessita di essere potenziata nell'aspetto amministrativo (meno sprechi) ed in quello didattico (più attenzione all'evoluzione della società). Però resta l'unica vera espressione di concreta democrazia in quanto riflesso diretto della società reale e non di quella ovattata della privata.