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SCUOLA/ Il rettore di un liceo scientifico afferma: “la provvidenza è sfacciata”

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Il Convitto (140 camere singole con bagno) che aveva cessato la sua attività per gli studenti convittori già negli ani ’70 e si era trasformato in un pensionato per lavoratori vedeva l’effettivo utilizzo di una sessantina di camere. Ricordo che un pomeriggio del 2003, sedendomi alla mia scrivania, dopo un sopraluogo all’ultimo piano (trenta camere), avendone constatato l’inutilizzo, mi raggiungeva la telefonata di Giacomo informandomi che l’Università cercava trenta posti letto per studenti universitari. Ad oggi ospitiamo 80 studenti della Statale, 25 della Cattolica, 30 lavoratori e abbiamo la lista d’attesa per il prossimo anno.

Ben aveva osservato Graziano, quando cominciò questa amicizia: «Don Giussani affermava sempre che quando due carismi si incontrano veramente ne escono entrambi arricchiti». È proprio questo che voglio testimoniare. Il miracolo non consiste nel fatto che adesso le opere funzionano, rispondono ad un bisogno e siamo in crescita. Ma nel fatto che questa “storia” è servita innanzitutto a me e alla mia vocazione francescana. Divenuto rettore tutto per me era un problema ed avevo paura: gli insegnanti erano un problema, gli alunni altrettanto, per non parlare delle famiglie, di cui avevo realmente paura. L’incontro con il movimento mi ha “educato” lentamente a guardare le persone, le circostanze come un’opportunità per me. Nel volto dei miei collaboratori e amici ho scoperto la passione per l’educazione che altro non è che la passione per il destino di ogni uomo, la stessa passione che 800 anni fa ha mosso s. Francesco. Credo sinceramente di esser passato dalla paura all’affezione, scoprendomi libero e felice di appartenere a Cristo.

 

Padre Francesco Ielpo, rettore del Liceo Scientifico Luzzago di Brescia

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