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MOSTRA/ In viaggio con Dante: è bella la strada per chi cammina

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Le classi seconde hanno letto la Genesi per assaporare la bellezza della Creazione che hanno poi ritrovato nella cantica del Purgatorio. È stato da loro realizzato un pannello introduttivo rappresentante la luce e il buio e create sei scatole all’interno di ciascuna delle quali si è rappresentato, con diversi materiali, ciò che Dio aveva creato giorno per giorno.

Le classi terze hanno svolto un lavoro sull’importanza delle tradizioni. Si è cercato di capire il significato della parola TRADIZIONE attraverso il lavoro didattico svolto sulla storia personale. Nei laboratori creativi si è costruita la “macchina del tempo” che, metaforicamente, è stato lo strumento attraverso il quale i bambini sono stati proiettati indietro nel passato. Dalla lettura del canto della Divina Commedia si è visto che anche Dante ha desiderato conoscere le sue radici e per questo chiede al suo antenato Cacciaguida di parlargliene. Ognuno di noi sente infatti il desiderio di appartenere ad una storia, ad una tradizione, dentro la quale, come accade all’albero con il terreno, poter affondare le proprie radici. In previsione del sacramento della Riconciliazione che i bambini avrebbero nell’anno ricevuto, è stato affrontato anche il tema del pentimento e del perdono attraverso il canto del Purgatorio che parla di Bonconte da Montefeltro.

Dopo aver letto il ritrovarsi di Dante nella selva oscura e il suo incontro con le tre fiere, le classi quarte hanno lavorato sui sentimenti e in particolare su quello della  paura, sentimento difficile da accettare, creando testi su esperienze personali, leggendo brani d’autore sull’argomento, creando la selva oscura e il bellissimo pannello raffigurante le tre fiere e conoscendo approfonditamente alcune opere d’arte (P. Picasso, “Guernica”, 1937; E. Munch, “Il Grido” 1893; V. Van Gogh, “Campo di grano con corvi” 1890). Hanno inoltre approfondito la figura di San Benedetto e del lavoro dei monaci creando, dopo una visita al monastero “La Cascinazza” e all’Abbazia di Chiaravalle, un manoscritto con miniature e un pannello sulle abbazie e i lavori dei monaci.