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SCUOLA LIBERA/ Il pluralismo che arricchisce il sistema scolastico nazionale

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Duecentotrenta milioni di euro come indotto complessivo è la cifra che annualmente le famiglie lombarde che iscrivono i figli alle scuole paritarie mettono in gioco. “Lo stanziamento pubblico va alla scuola statale per il 97% e solo l’1% alla scuola paritaria” ha ricordato Paletta, ma quando si richiamano questi numeri il dibattito scivola sul piano ideologico e si dimenticano i fatti, giustamente ha fatto notare Tommaso Agasisti. “Eppure l’esperienza delle scuole paritarie non è un bene solo nostro, ma appartiene all’intera società” ricorda Faccendini.

 

Un bene particolarmente prezioso in un momento in cui da più parti arrivano preoccupanti segnali di una vera e propria emergenza educativa, che si traduce, come ha illustrato Julian Carròn, docente di teologia all’Università Cattolica, da una parte nel disinteresse dei giovani e dall’altra nella fatica degli adulti a trasmettere le ragioni del vivere.

 

Di fronte a una crisi di fiducia che riguarda tutti, non solo i giovani, la domanda è se esiste una possibilità di ripartire. L’ipotesi presentata da Carròn parte dalla necessità di ricondurre la ragione al suo vero scopo: apertura alla realtà intera e alla scoperta dei fattori irriducibili che la costituiscono. Se insegnanti ed educatori non saranno in grado di condurre i giovani a questa apertura, non potranno ridestarne l’interesse e la possibilità di una reale conoscenza e maturità.

 

Chi insegna non deve chiudersi nello specifico della propria materia ma aiutare i giovani a scoprire la realtà. Una sfida che è quotidianamente raccolta dall’esperienza in atto in molte scuole, frutto di un lavoro di cui Eddo Rigotti si è fatto portavoce, richiamando metodi didattici e principi educativi.

 

Un modo di fare scuola che è una proposta valida per tutti, se poi, come ha dimostrato un’indagine sui diplomati del Sacro Cuore, gli esiti sono più che lusinghieri. “E’ l’inizio di un lavoro, ha detto concludendo i lavori l’avv. Sciumé, frutto di un cammino fatto assieme da tante scuole, che desidera aprirsi a tutte le istituzioni scolastiche, a chiunque appartengano, a vantaggio unicamente dei nostri giovani e quindi della società.”

 

(Massimo Massagli)

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