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SCUOLE/ Toccafondi (PdL): 130 milioni in arrivo per le paritarie

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La finanziaria è triennale, votata nel luglio 2008 appena insediato il Parlamento, e prevede tagli a diversi settori del bilancio dello Stato compresa l’istruzione non statale. Siamo riusciti a recuperare il 2009, stiamo riuscendo a recuperare il 2010, ci manca di recuperare il taglio del 2011. L’assurdo è che tutto il Parlamento chiede con una sola voce il reintegro, forse è il caso di parlare non di reintegro ma di legge sulla parità scolastica, non solo giuridica ma anche economica.

 

Come già ha affermato più volte in occasione dei tagli dello scorso anno, l’obiettivo di fine legislatura è la piena e definitiva parità. Può dirci quali prospettive si aprono in tal senso, dato il consenso multipartisan sull’emendamento, e quali passi saranno concretamente fatti?

 

Io sono in commissione Bilancio che si occupa di numeri, tabelle, soldi. Nella mia commissione è dimostrato che tutti chiedono certezze per queste scuole, chiedono ciò che spetta alle paritarie perché ne conoscono il ruolo e ne riconoscono l’utilità. Sono scuole pubbliche, svolgono un ruolo pubblico per il bene del nostro paese. Alla commissione cultura ed istruzione lasciamo il compito di svolgere il ruolo che gli compete per una legge di reale e totale parità.

 

In questa fase particolare, in cui arrivano dalla politica segnali contraddittori, che da una parte aprono speranze e attese, dall’altra suscitano scoraggiamento e producono reali difficoltà, fino (in alcuni casi) alla chiusura delle scuole, che cosa si può chiedere, a suo giudizio, alle associazioni di scuole paritarie?

 

Di continuare a svolgere il loro operato. Per noi parlamentari leggere i comunicati stampa unitari delle associazioni che si occupano delle realtà paritarie è stato un ulteriore stimolo a proseguire sulla strada della richiesta del reintegro. Molti deputati mi hanno avvicinato per chiedere se dovevano fare qualcosa e chiedevano novità sull’emendamento perché conoscevano realtà scolastiche, a volte molto piccole ma significative, sul loro territorio. Queste scuole sono conosciute e riconosciute da tutti, cattolici o laici di centrodestra e centrosinistra, come luoghi essenziali per il futuro del nostro paese. Realtà che si occupano della vera emergenza nazionale che è l’educazione, e che storicamente si occupano non solo dei nostri figli ma anche dei genitori e del territorio perché partendo dalla persona niente gli è estraneo.

 

(Marco Lepore)

 

A cura dell’Ufficio Stampa CdO Opere Educative

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