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L’ESEMPIO/ Un pezzo di scuola italiana che funziona

L’Istituto paritario Sant’Orsola di Roma ci ha inviato un breve racconto del loro Open Day, che ha visto la collaborazione convinta di professori e alunni, maestri e allievi, tutti insieme per raccontare –cioè testimoniare- come la scuola possa davvero essere vissuta con entusiasmo e gusto della ricerca. E’ uno dei tanti esempi –fra i numerosi open day di scuole paritarie in questo periodo- che documentano (ancora una volta!) che c’è un pezzo di scuola italiana che funziona e che chiede solo di essere riconosciuta e sostenuta

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L’Istituto paritario  Sant’Orsola di Roma ci ha inviato un breve racconto del loro Open Day, che ha visto la collaborazione convinta di professori e alunni, maestri e allievi, tutti insieme per raccontare –cioè testimoniare- come la scuola possa davvero essere vissuta con entusiasmo e gusto della ricerca. E’ uno dei tanti esempi –fra i numerosi open day di scuole paritarie in questo periodo- che documentano (ancora una volta!) che c’è un pezzo di scuola italiana che funziona e che chiede solo di essere riconosciuta e sostenuta.

 

Il Paritario.net

L’oceano intorno al mondo ci attende: andremo alla ricerca delle terre beate”. I versi del XVI Epodo di Orazio hanno scandito il lavoro di studenti e docenti dell’Istituto S.Orsola, alle prese con l’Open day 2009, e hanno segnato il tema principale intorno al quale tutta la scuola si è impegnata per mesi con diverse attività di studio e di ricerca. L’evento ha visto la collaborazione di professori e alunni, maestri e allievi, impegnati ad analizzare e ad approfondire, in diversi ambiti disciplinari, il motivo del viaggio come metafora della conoscenza umana. La scuola si è rivelata, così, un luogo dell’apprendimento: uno spazio privilegiato dove è possibile scoprire il rapporto tra ciò che si studia in classe e la realtà quotidiana, e in cui è sempre possibile un confronto tra l’oggetto preso in esame e il soggetto impegnato nella ricerca. Attraverso l’Open day la comunità scolastica ha fatto conoscere un nuovo modo di studiare e imparare: i ragazzi, sostenuti dagli insegnanti, quel giorno, mentre illustravano il frutto del loro lavoro, hanno dimostrato un particolare entusiasmo solo per il fatto di aver appreso, di aver utilizzato una disciplina scolastica, spesso noiosa, come strumento di indagine.

Dalla scuola dell’infanzia al liceo classico, ogni classe dell’Istituto ha preparato un lavoro diverso, prendendo spunto dal tema proposto. Sono state realizzate ricerche pluridisciplinari intorno al tema del viaggio letterario e delle scoperte scientifiche e astronomiche, riversate, poi, su piccoli panphlet per una migliore consultazione da parte dei visitatori. Sono state allestite, inoltre, nella scuola media interessanti mostre sulle opere letterarie di Dante, Robinson Crusoe, e illustrazioni dei viaggi di Darwin e Colombo. Interessanti i murales, realizzati dagli studenti del liceo artistico, ispirati alle opere degli artisti Sol LeWitt e Barbara Kruger; avvincente, poi, la progettazione e realizzazione di un fumetto, La mattina dello studente.

Tutti, preparando l’Open day quest’anno, hanno dimostrato un particolare entusiasmo per lo studio, nato dalla scoperta di un nesso tra la disciplina presa in esame e la realtà in cui si vive. E’ questo nesso, spesso dato per scontato - soprattutto a scuola - che rende felici gli studenti anche durante le ore di lezione, che rende lo studio, nel suo significato etimologico, una passione e un interesse nei confronti di tutto ciò che si incontra, e soprattutto per ciò che si è. Probabilmente per questo motivo diversi genitori di fronte a tale fermento hanno affermato di non aver mai visto tanta felicità in un istituto scolastico.

Le terre beate, evocate dai versi di Orazio, forse coincidono proprio con la felicità vera che tutti studiando cercano, ciò per cui gli uomini lottano, sperando di assaporarla appieno: è questo il sentimento provato dagli studenti e dai docenti di una scuola di Roma.

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