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SCUOLA/ Giovani scienziati crescono: gli studenti “rimisurano” la terra

Quest’anno a Legnano è nato il Liceo Scientifico Paritario Talisio Tirinnanzi: scuola giovane ma intraprendente, il liceo Tirinnanzi vuole offrire la possibilità di svolgere l’itinerario scolastico all’interno di un percorso stimolante per l’allievo, integrando le discipline tradizionali con approcci innovativi alle più moderne tecnologie e alle scienze sperimentali; per questo ha partecipato ad un concorso internazionale di fisica, ottenendo risultati davvero lusinghieri. Ma l’esito più bello è stato, ancora una volta, l’entusiasmo dei giovani studenti, coinvolti nell’affascinante avventura della conoscenza

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Quest’anno a Legnano è nato il Liceo Scientifico Paritario Talisio Tirinnanzi, che completa il percorso educativo dell’Istituto omonimo, in cui sono già presenti le scuole gestite (da più di venti anni) dalla Cooperativa “La Carovana”: la scuola primaria “L’Arca” e la scuola secondaria di primo grado “San Massimiliano Kolbe”.

Scuola giovane ma intraprendente, il liceo Tirinnanzi vuole offrire la possibilità di svolgere l’itinerario scolastico all’interno di un percorso stimolante per l’allievo, integrando le discipline tradizionali con approcci innovativi alle più moderne tecnologie e alle scienze sperimentali; per questo ha partecipato ad un concorso internazionale di fisica, ottenendo risultati davvero lusinghieri. Ma l’esito più bello è stato, ancora una volta, l’entusiasmo dei giovani studenti, coinvolti nell’affascinante avventura della conoscenza.

 

IlParitario.net

 

 

 

“L’eterno mistero del mondo è la sua comprensibilità”: con questa frase di Einstein abbiamo voluto segnalare fin dall’inizio il valore del cammino di conoscenza che ci vede impegnati con i nostri alunni nella nuova scuola, sfidandoli ad addentrarsi nella realtà per scoprire il Mistero che in essa si rivela.

Già i primi giorni dell’attività  scolastica ci hanno visti protagonisti di un vero e proprio esperimento scientifico “internazionale”. Aderendo alla proposta di lavoro di YOUTH.NET  ci siamo cimentati, insieme a circa 40 istituti superiori di tutte le parti del mondo, alla ripetizione di un famosissimo esperimento fisico eseguito nel 200 a.C. da Eratostene:  la misura del raggio terrestre . Cosa di meglio per un Liceo che sta nascendo e che, pur essendo ancora di piccole dimensioni, vuole avere il mondo come orizzonte del suo lavoro didattico-educativo?

Tale misurazione non richiede avanzate tecnologie o evolute teorie matematiche, ma si fonda su alcune conoscenze basilari :

-la terra è tonda

-il sole, per la sua grande lontananza dalla terra, la illumina con raggi tra di loro paralleli

In due particolari giorni durante l‘anno, l’equinozio di autunno (22/9 ) e di primavera (20/3), il sole si trova esattamente sulla verticale dell’equatore terrestre

Negli stessi giorni, all’ora del mezzogiorno solare, il sole colpisce luoghi diversi con un’inclinazione pari alla latitudine del posto

Questi gli ingredienti necessari alla nostra misura, a cui se ne doveva aggiungere uno semplice ma essenziale: una bella giornata di sole, che permettesse di misurare la lunghezza dell’ombra proiettata sul suolo da un oggetto (nel nostro caso il palo della rete di pallavolo della nostra palestra) di altezza nota.        E così è stato: usando semplici strumenti (righe, metri, “bolla”), è stato possibile prendere le misure per poi rielaborare il tutto geometricamente su figure riprodotte in scala.

Quale la validità didattica di tale esperimento?

-bisogna capire il ragionamento sul quale si basa l’impostazione di questa misura indiretta, geniale nella sua semplicità e chiarezza, tanto più se si pensa che si tratta di un esperimento ideato ed eseguito, in modo sostanzialmente identico, ventidue secoli orsono

-bisogna prepararsi bene alla procedura da adottare e procurarsi tutto ciò che serve all’esecuzione della misura perché non ci si può permettere di sbagliare: noi abbiamo fatto delle vere e proprie simulazioni sul campo perché, se al mezzogiorno solare  dell’equinozio d’autunno non fossimo stati “pronti”, avremmo dovuto aspettare 6 mesi per ripetere l’esperimento

-bisogna collaborare lavorando con attenzione e cura dei particolari

-bisogna esercitare la conoscenza della lingua inglese, perché i risultati ottenuti vengono condivisi con tutti i partecipanti al progetto comunicando, attraverso il sito internet, in tale lingua: a noi è stata di validissimo supporto l’insegnante di inglese e la sua collaboratrice madre-lingua

Il risultato è stato strabiliante: fra i vari sperimentatori internazionali, siamo entrati nel gruppo dei migliori, ottenendo un risultato “straordinariamente” prossimo alla realtà. E i nostri alunni hanno incominciato il loro primo anno di scuola superiore sentendosi dei “veri” scienziati, protagonisti dell’avventura conoscitiva.

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