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SCUOLA/ “La Carovana”: una storia di amicizia che genera educazione e cultura

Nel 1979, un gruppo di giovanissimi genitori e insegnanti modenesi, sollecitati da uno di loro, il dottor Enzo Piccinini, medico chirurgo, si posero in prima persona il problema dell’educazione dei loro figli che avrebbero dovuto cominciare di lì a breve la scuola elementare. Venne fuori l’idea di fondare una scuola. Ecco la storia

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Nell’ormai lontano 1979, un gruppo di giovanissimi genitori e insegnanti modenesi, sollecitati da uno di loro, il dottor Enzo Piccinini, medico chirurgo, si posero in prima persona il problema dell’educazione dei loro figli che avrebbero dovuto cominciare di lì a breve la scuola elementare. Venne fuori l’idea di fondare una scuola. Questo potrebbe sembrare, soprattutto guardando con gli occhi disillusi e “stanchi” di noi uomini del terzo millennio, un fatto curioso e da gente un po’ strana ed incosciente. In realtà ciò che teneva unito quel gruppo, scalcagnato finché si vuole, era un incontro fatto che rendeva la realtà segno della presenza di Cristo, origine e fine di ogni cosa. Per questo la circostanza di avere dei bambini da educare, non era una cosa fra le tante da risolvere, ma era parte sostanziale della vocazione a vivere pienamente il reale, secondo l’ideale che avevano incontrato e nel quale avevano trovato corrispondenza.

Tanto è vero che l’opera si concretizzò. La scuola iniziò le lezioni nell’anno scolastico 1979-80 con pochissimi bambini di scuola materna e con un’interclasse elementare. Una comunità di suore nell’immediata periferia di Modena mise a disposizione i locali di una vecchia scuola che vennero trasformati e riadattati allo scopo. I primi anni furono entusiasmanti, ma faticosi. Non c’erano fondi, l’iniziativa privata nel campo dell’educazione era vista come qualcosa per ricchi o per fanatici, la sede della scuola era molto scomoda, rispetto al centro vitale della città. Ci fu chi mise in campo i genitori pensionati, facendogli guidare il vecchio furgone che tutte le mattine andava casa per casa a prendere i bambini o chi si impegnò come volontario in cucina o nelle faccende più tecniche.

Il gruppo di amici, animati da Enzo e sotto lo sguardo discreto di don Luigi Giussani, lontano come luogo di residenza, ma vicino nel cuore, si allargò e maturò, acquisendo man mano competenze, instaurando rapporti istituzionali, ottenendo riconoscenze a livello pubblico. Tanto che nel 1985, ci fu la possibilità di trasferire la propria sede in pieno centro storico a Modena, sostituendo i Padri Salesiani nella gestione della scuola media “San Giuseppe” una delle scuole private più rinomate della città. Una nuova sfida. Accettata con la stessa baldanza della prima volta e, alla lunga, decisamente vinta.

Nella nuova sede la scuola acquisì maggiore notorietà, divenne conosciuta e apprezzata. Aumentarono anche i problemi da affrontare e le necessità economiche. Fino a che lo stabile venne ceduto a nuovi proprietari, determinando quindi l’urgenza di una nuova sistemazione. Fu per la Cooperativa di gestione della scuola, un passaggio molto delicato e drammatico, perché la prospettiva poteva essere anche la fine di quella straordinaria avventura.

Quasi miracolosamente, proprio in quel periodo, un’altra congregazione di suore si fece avanti, chiedendo alla Carovana la gestione della loro antica scuola materna “L.Boccolari Boschetti” ed offrendo la disponibilità a trasferire tutto il centro scolastico della Carovana, presso di loro.

Nel 1994 La Carovana si trasferì dunque nella periferia a Nord di Modena, acquisendo la gestione della scuola d’infanzia “L.Boccolari Boschetti” e continuando l’avventura della scuola elementare “Carovana” e media “San Giuseppe”.

I momenti drammatici precedenti al cambio miracoloso di sede e la necessità di dare basi solide per l’avvenire all’opera, posero in quegli anni molti interrogativi a soci della Cooperativa, tra cui vi erano ancora diversi tra i primi fondatori e molti genitori ed insegnanti nuovi. Maturò la consapevolezza di dare una sede definitiva a quell’opera, magari costruendone una appositamente.

Il 26 maggio 1999 morì improvvisamente in un incidente stradale, il dottor Enzo Piccinini, che fin dall’intuizione iniziale era stato il punto di riferimento primario della Carovana. In modo quasi paradossale, quell’evento tragico, che avrebbe potuto disperdere gli amici rimasti, risultò invece il punto sorgivo per una nuova vita della Carovana. Si concretizzò la possibilità di ottenere un terreno edificabile e attraverso l’aiuto della Fondazione Enzo Piccinini, nata proprio per proseguire l’opera dell’amato chirurgo, si realizzò l’”impossibile”: la costruzione di un nuovo e moderno centro scolastico a pochi minuti dal centro storico. La prima pietra fu posata il 26 maggio 2003, quarto anniversario della morte di Piccinini e l’inaugurazione avvenne il 26 maggio 2005, sesto anniversario. A tempo di record venne realizzata un opera pressoché unica in città, ed è in quella sede che trovano oggi spazio circa 650 allievi, tra bambini del nido e della scuola d’infanzia e ragazzi della scuola primaria e di quella secondaria di primo grado. Il complesso scolastico occupa una superficie di 19000 mq di cui 5000 mq di edifici scolastici.  

Per festeggiare la ricorrenza del 30° anniversario della fondazione, che coincide temporalmente con il decimo anniversario della morte di Enzo Piccinini, dal 22 al 24 maggio 2009 saranno organizzati degli eventi pubblici all’interno dei locali della scuola, In particolar modo alle 19.00 del 22 maggio ci sarà la Santa Messa celebrata da S.E. l’Arcivescovo-Abate di Modena-Nonantola Mons. Benito Cocchi, mentre il 23 maggio ci sarà la presentazione del volume “Enzo. Un’avventura di amicizia” scritto da Emilio Bonicelli che interverrà personalmente. Infine il giorno 24 maggio ci sarà un incontro dal titolo: “Educare: una avventura per sé” con la dott.ssa Maria Luisa Bassani, neuropsichiatra infantile e consulente pedagogico. In serata i festeggiamenti finali. E da festeggiare ce n’è…

(Gianluca Selmi)

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