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SCUOLA/ La festa della “Zolla”: raccogliere ciò che è stato seminato

“A volte capita di assistere a qualcosa di cui non si riesce a definire bene il contorno, qualcosa per cui non si capisce perché avendo seminato 10 si raccoglie 10.000”. Queste le parole con le quali un genitore chiamato a partecipare attivamente all’organizzazione della festa della scuola elementare “Zolla” inizia la sua lettera. Vediamo perché

PallonciniR375.jpg(Foto)

A volte capita di assistere a qualcosa di cui non si riesce a definire bene il contorno, qualcosa per cui non si capisce perché avendo seminato 10 si raccoglie 10.000, qualcosa per cui vedi evidentemente che non dipende da te.

Ecco a me è capitato così domenica 7 giugno.

Prima di raccontare cosa è successo, una breve premessa che racconta cosa il 7 Giugno voleva essere.

Con gli amici del Consiglio di amministrazione all’inizio di quest’anno scolastico abbiamo pensato di organizzare una festa di fine anno, cosa che da un po’ non si faceva, con tre scopi principali:

1)         il piacere di stare insieme e di far vedere a tutti la scuola nel suo insieme (La Zolla è organizzata su quattro sedi, e sono pochi i momenti in cui si è tutti insieme)

2)         Dare evidenza al lavoro educativo svolto nell’anno dai tre livelli scolastici (materne, primarie e secondarie)

3)         Proporre a tutti, le attività di un’associazione che ha lo scopo di sostenere le famiglie con bambini disabili.

Per far ciò si è cominciato, coinvolgendo alcuni amici, a pensare una forma, una modalità che potesse rispondere al meglio e soprattutto coinvolgere le famiglie.

Ci sono volute un po’ di riunioni per arrivare a ipotizzare una scaletta di massima, che potesse coinvolgere tutti ed allo stesso tempo rispondere agli obiettivi posti, individuando dei responsabili per ogni attività (giochi elementari/medie, giochi asilo; cucina, bar, strutture, lotteria) ed un responsabile generale.

Quando l’idea di massima era definita abbiamo deciso di coinvolgere il corpo docente ed i rappresentanti di classe.

La prima riunione con tutti ha gettato un piccolo seme, che ha raccolto adesioni più o meno convinte, ma molte obiezioni da parte di molti genitori.

La lunghezza della giornata, la richiesta di un coinvolgimento attivo dei rappresentanti e di tutti i genitori, la richiesta di coinvolgimento del corpo docente e delle attività in classe che modificavano l’abituale fine anno, ecc.

Insomma, le obiezioni non mancavano, evidenziando innanzitutto una resistenza ad una proposta che in qualche modo sconvolgeva la normale abitudine della vita.

Da allora in poi grazie al grande lavoro dei singoli responsabili delle attività, soprattutto di chi ha pensato il Grande Palio della Zolla; di Andrea il responsabile della organizzazione di tutta la festa, delle coordinatrici delle singole scuole, che hanno tutte coinvolto personalmente decine di persone, si è messa in moto una macchina che ha sorpreso tutti.

Personalmente, nei vari incontri di preparazione più di una volta ho evidenziato perplessità, posto obiezioni, e per come sono fatto anche una certa dose di disfattismo.

Per il palio, ogni classe doveva creare un inno e realizzare uno striscione, ogni classe doveva avere per i giochi il coinvolgimento dei genitori e dei ragazzi, e ogni classe doveva creare delle torte per il concorso.

Io ero pronto a scommettere che non saremmo mai stati in grado di realizzare questa impresa. Che non si sarebbe potuto coinvolgere tutti, che si rischiava di essere in 100 ad organizzare ed uno solo seduto a partecipare, ch non poteva avere 50 genitori disposti ad aiutare alle cucine, 20 al bar, 20 ai giochi, ecc

Ma qualcosa si stava muovendo. Pian piano, ed in un modo assolutamente inaspettato è sbocciata in tutti la voglia di questa festa.

Sicuramente le insegnati, insistendo con i ragazzi perché partecipassero hanno svolto un ruolo importante ma ciò che è poi successo domenica 7 giugno non è assolutamente descrivibile con una capacità di organizzazione.

Ai giochi erano iscritti 994 persone, la cucina ha preparato 1.100 risotti e 1.200 panini con le salamelle, sono state vendute 750 magliette per i bambini, alla messa c’erano più di 2.000 persone, in più di mille si sono fermati dalle 8 del mattino alle 8 di sera, Insomma la festa è stata un fatto!!

Ma cosa è capitato? Cosa ha permesso che una cosa impossibile si realizzasse?

Un’amica ha scritto così il giorno dopo:

“Carissimi amici, oggi ho trascorso il pomeriggio alla festa della scuola dei due figli più piccoli - la mitica Zolla - (sono un po’ dispiaciuta perché avrei voluto passare la giornata intera ma il marito me l’ha impedito!) e mi sento piena di gratitudine ancora una volta per quel che oggi, di nuovo, ho incontrato, per quel che mi è successo, che mi ha dato la possibilità di far parte di questo mondo incredibile che è la Zolla.

In realtà avevamo preso molto sottogamba questa festa, insomma siamo a fine anno, quante cose ci sono da fare, e poi al terzo figlio uno pensa di aver già fatto abbastanza esperienza di festa e uscite scolastiche.

Invece ancora una volta sono stata stupita e sorpresa dalla novità continua che è questo luogo: ho visto gente che non ha più figli alla Zolla da anni fare turni alle casse o cose simili; gente con più di quattro figli che alle otto di mattina e con i suoi annetti aveva già fatto un tiro alla fune e partecipava alle sette di sera con passione alla festa finale.

Certo l’organizzazione non sarà stata impeccabile, ma era sulla faccia di tutti che la cosa più importante non era che si potesse fare di più dal punto di vista organizzativo: tutti erano lì per affermare, documentare e riconoscere questa bellezza.

Quando poi ho visto che uno dei miei “angeli” di Humanitas suonare sul palco, quel particolare ha chiarito che lì si teneva dentro tutta la mia vita, per l’ennesima volta mi sono sentita oggetto di una preferenza: è come se la mia vita fosse chiamata ancora di più in causa anche se non ho fatto nulla per questa festa (inno, gonfalone, torte, palio....niente!).

Che occasione speciale di rincontrare vecchi e nuovi amici, rivedere questi volti ha fatto diventare il pomeriggio una splendida occasione per ridestarmi, per tirarmi fuori, per ricordarmi che prima del mio impegno qualcuno mi ha voluto bene. E mi vuole bene.

E che cosa me lo fa vedere? Dei fatti, dei gesti, l’abbraccio di un’amica ….ovvero le circostanze.Vi ringrazio ancora tutti, in particolare chi oggi ha pensato, costruito, montato e gestito la festa, io non so se si sono resi conto di cosa è stato ed è per me un gesto così”

Proprio così!

Capita di seminare 10 e di vedere che un Altro opera e rende 1.000.000 ciò che si è seminato!

Capita di stupirti che la realtà parla, che è segno e diventa segno di un Presenza che rende ragione del nostro seminare, anzi redime il nostro seminare che magari è solo attento agli aspetti organizzativi, oppure solo educativi, oppure che solo di buona volontà, perché ciò si è posto in modo evidente è che tutti erano li per rispondere all’invito di un amico, e che questa modalità ha reso quel giorno un gesto per tutti.

Un’ultima cosa volevo sottolineare, la scuola deve educare, cioè deve aiutare i ragazzi ad essere aperti al reale usando la ragione secondo la totalità dei fattori ed li cuore come insieme delle esigenze ed evidenze elementari come paragone di ciò che capita.

Ecco per loro sono convinto il 7 giugno è stato forse il gesto educativo più grande che si poteva proporre.

Non solo giochi ma l’evidenza di una storia che rende ragione di tutti i gesti proposti e fatti durante l’anno scolastico.

Un amico dice sempre che i figli sono l’ultima possibilità di conversione per i genitori, cioè l’ultima possibilità di accorgersi di un Altro che capita nella realtà ed andargli dietro.

La festa della Zolla è stata questo

Spero vivamente che possa riaccadere il prossimo anno, anche se la forma forse sarà diversa, ma sarà la possibilità di vedere il Mistero che opera.

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