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NATALE/ Nel nome della Madre: il 25mo anniversario della scuola “A. Merici” di Desenzano del Garda

BIANCA MAZZINI racconta come la scuola libera “A. Merici” ha preparato i propri alunni al Natale attraverso il racconto di Erri De Luca “Nel nome della Madre”

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Nell'esperienza educativa della Scuola Paritaria "A. MERICI", di Desenzano del Garda, l'evento della Nascita di Gesù è ogni anno occasione di lavoro didattico impegnativo e comunitario.

Nella scuola infatti, il fatto storico del Natale è riproposto ai bambini perché ne vivano da protagonisti lo stupore: un Dio che si fa ancora oggi incontrabile, come 2000 anni fa, lo è stato per i pastori di Betlemme.  

Così da diversi anni la Scuola Primaria propone pubblicamente, ospitata dal Duomo della città, e patrocinata dall’Assessorato alla pubblica Istruzione del Comune, un concerto corale dei 120 bambini e da alcuni papà, come annuncio a tutti, di questo Mistero tanto grande nel così piccolo.

Quest'anno però per la scuola è un anniversario importante: 25 anni dalla sua nascita.

Noi gestori abbiamo desiderato che l'annuncio fosse ancora più esplicito. Non solo canto, ma parola.

Così è stato chiesto aiuto a Laura Gambarin, attrice, scrittrice e regista, che collabora da anni con la scuola promuovendo nel percorso curricolare un laboratorio teatrale con le classi del 2° ciclo.

L’attrice, diplomata a pieni voti alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, aveva da poco messo in scena la sua riduzione teatrale del racconto di Erri de Luca "IN NOME DELLA MADRE". Il testo, scritto da un autore che si definisce agnostico, ma che si esprime con accenti di una sensibilità umana davvero struggente, presenta il Mistero del Natale in una chiave particolarmente "carnale", liberandolo un po' di quell'aura dolciastra a cui siamo abituati.

A noi sembrava un modo incisivo di parlare all'uomo d'oggi e in particolare alle famiglie, dell'amore tra Giuseppe e Maria, tra Maria e il figlio nascituro, e tra Dio e noi tutti. L’interpretazione di Maria, da parte dell’attrice ci aveva colpiti per l’intensità di sentimenti che riusciva ad esprimere, avviluppata tutta dall’Annuncio dell’Angelo e allo stesso modo grata per l’amore e la protezione gratuita di Giuseppe.