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SCUOLA/ Un taglio alla libertà di educazione

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Un taglio enorme, difficile da spiegare sia alla luce delle promesse elettorali sia se consideriamo alcuni avvenimenti di questi ultimi giorni. Fra i 5 punti programmatici presentati dal Presidente del Consiglio in occasione del discorso alle Camere per ottenere la fiducia al Governo, per esempio, c’è senza ombra di dubbio anche il sostegno alla libertà di scelta educativa, con tutto ciò che questa comporta di conseguenza.

Hanno scritto al riguardo, su ilsussidiario.net, alcuni parlamentari Pdl (Mario Mauro, Maurizio Lupi, Renato Farina, Raffaello Vignali Gabriele Toccafondi): “Il Parlamento ha solennemente fatto sua - votando la fiducia - la ‘libertà di educazione’, come testata d’angolo della questione educativa nelle intenzioni del governo. Questa formula è stata usata con forza da Berlusconi: non è dunque sufficiente aumentare i finanziamenti dedicati alla parità scolastica (cosa che neanche osiamo pensare possa essere ostacolata), ma occorre lavorare per uno strutturale riconoscimento della presenza delle scuole ‘libere’, come presenza in grado di introdurre davvero una concorrenza virtuosa e alla fine economicamente conveniente per il bilancio dello Stato”.

Parole impegnative, pesanti come macigni. Saranno realizzate? Come ha scritto Giorgio Vittadini pochi giorni fa in un tagliente articolo, “se non lo ha fatto finora, Berlusconi, attuerà, nel tempo che gli rimane, il programma che si è prefisso?”.

Alla “luce” delle incertezze che hanno caratterizzato l’azione di Governo sino ad oggi, non possiamo certo azzardare una risposta. Possiamo segnalare, però, un altro avvenimento che mette in evidenza l’insensatezza del sacrificio imposto alle scuole paritarie: la presentazione della ricerca realizzata da Luisa Ribolzi e Tommaso Agasisti La scelta delle famiglie per la scuola paritaria. Un punto di vista economico, la cui presentazione avviene a Roma oggi, 13 ottobre, alla presenza del presidente del Senato, del ministro della Pubblica istruzione e di altre personalità del mondo politico e accademico.


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