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SCUOLA/ Ivan (docente di paritaria): gli intellettuali dibattono, noi stiamo in classe

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

Aggiungo questo: i genitori più avveduti non ci cercano per "tutelare" i loro figli (da cosa, dal momento che poi comunque saranno nel mondo senza alcuna tutela e, perciò, sprovveduti?) ma perché essi crescano uomini e donne competenti e maturi, capaci cioè di vivere nel mondo portando un proprio contributo necessario, competente ed equilibrato.

La scuola italiana sconta, a mio giudizio, il fatto di non essere sempre pensata e costruita da chi ha a cuore il destino dei ragazzi: genitori ed insegnanti. Tant'è vero che la stragrande maggioranza delle scuole che crescono, e crescono in modo impressionante nonostante le discriminazioni (nel senso proprio del termine) di cui ancora sono fatte oggetto, sono state fondate e sono condotte da cooperative di genitori ed insegnanti.
Certamente i problemi legati alla multiculturalità e alla marginalità ci sono e non sono facili da affrontare, ma realtà popolari sono in grado di affrontarli in modo concreto proprio perché la concretezza è nella loro natura (altrimenti sarebbero già estinte), come lei fa intuire, mi pare, nella conclusione del suo articolo.

Non avremo lo spazio delle prime pagine, cionondimeno continuiamo il nostro lavoro incuranti delle stupidaggini che ad arte vengono continuamente fatte circolare sulle scuole paritarie che si arricchiscono (ha mai visto un nostro bilancio societario?) impoverendo quelle di stato.
La ringrazio per aver affrontato il tema e per l'attenzione a questa nostra. Perché non ci viene a trovare? Avrebbe modo di vedere con i suoi occhi.

(Ivan Ferrari, Istituto Tirinnanzi Lagnano, Scuola media S. Ambrogio, Parabiago)

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