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SCUOLA/ "Un mondo di sfortunati". Le menzogne di Presadiretta sulle paritarie

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Per quanto riguarda le scuole paritarie, anch’esse sono pubbliche a tutti gli effetti, come da Legge 62/2000, e hanno rette assai diversificate, spesso modeste, e non solo alte come quelle presentate (ad arte) nella trasmissione; inoltre, come è noto, moltissime di queste fanno tutto il possibile (e anche di più) per accogliere chiunque faccia domanda per accedervi. In ogni caso, la possibilità di iscrivere i propri figli ad una scuola non statale fa parte del sacrosanto diritto di libertà di scelta educativa delle famiglie, che già pagano due volte per esercitarlo, e bisognerebbe piuttosto battersi per estenderlo davvero a tutti, (visto, tra l’altro, che la qualità delle paritarie è così elevata!) anziché demonizzare chi lo rende possibile o quantomeno l’agevola, come ad esempio il sistema Dote della Regione Lombardia.

L’accusa di rifiutare alunni con handicap, inoltre, è infondata, poiché ignora (volutamente) i sacrifici e gli sforzi che tante scuole paritarie fanno per pagare gli insegnanti di sostegno (che le scuole statali invece hanno di diritto) e il considerevole incremento di iscrizioni di alunni con disabilità da esse registrato in questi ultimi anni, a documentazione della loro professionalità e attenzione all’umano.

Per concludere, ci pare che questo rancore nei confronti del privato sociale che si spende, spesso con enormi sacrifici, per erogare un servizio che è per il bene di tutti, non aiuti certo la coesione sociale e la crescita della responsabilità civile, oltre a mortificare le migliori risorse della nostra società. Non sarebbe ora di smetterla? Tra l’altro, questo abuso della Televisione di Stato utilizzata per perseguire scopi politici di parte, anziché per fare sana informazione, è davvero improprio, oltre che strumentale e nauseante.

Poco ci importa che RAI 3 sia vista, in linea di massima, solo da chi già la pensa in un certo modo. Ogni menzogna divulgata pubblicamente è un vulnus nei confronti della verità e dell’intera società civile.

La gravità della situazione educativa del nostro paese richiede, anziché questi obsoleti e ridicoli appelli alla lotta di classe, di ragionare tutti insieme sulle possibili soluzioni per far sì che la responsabilità educativa possa essere concretamente, positivamente e pienamente esercitata da tutti gli attori in gioco, a partire, come previsto dalla nostra Costituzione, proprio dalle famiglie.

 

 

Marco Lepore

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COMMENTI
21/02/2010 - Pubblico e privato (Roberto La Tona)

Gentile redazione, sulla questione specifica del sostegno io ho avuto una svista, lo ammetto: però credo che il pregiudizio ideologico c'entri francamente poco. Detto questo, comunque, io continuo a restare molto perplesso riguardo ad alcune cose da Voi scritte. Ad esempio, viene più volte sottolineato che una scuola paritaria, "contrariamente da una pubblica, l'insegnante di sostegno se lo deve pagare": e quindi? Dove sta lo scandalo? Se un privato apre un'attività, cosa c'è di strano che assuma personale a spese proprie? Semmai il paradosso starebbe nel contrario, ovvero che lo Stato intervenga a finanziare le scuola private, che già fanno pagare delle belle rette ai loro alunni-clienti. E poi, anche l'affermazione "le scuola pubbliche non pagano l'insegnante di sostegno", cosa vuole sottointendere? Ma cosa pensate che rappresenti una scuola se non lo Stato medesimo nel territorio (all'interno del quale, a volte, rappresenta forse l'unico punto di riferimento e l'unica istituzione che rappresenti come occasione di normalità: mi riferisco ai quartieri di periferia, come lo Zen a Palermo, dove nessuna scuola paritaria si sognerebbe mai di lavorare!)? Semmai, anche qui, il paradosso è un altro: che ormai le scuole pubbliche non chiamano supplenti di sostegno, perchè le casse sono vuote, e ragazzi con certi tipi di handicap sono costretti a restare a casa!

 
18/02/2010 - Risposta a LucaDL (Marco Lepore)

Gentile LucaDL, i benefici del finanziamento lombardo vanno alle famiglie più svariate. Consideri innanzitutto che la dote ha diverse componenti (sostegno al reddito con ISEE inferiore o uguale a 15.458 euro, dote merito, Handicap, IFP, buono scuola), e che è stata pensata per sostituire e ampliare quelle misere provvidenze che in molte altre regioni si trovano sotto la voce del diritto allo studio e prevedono contributi di poche centinaia di euro (nel migliore dei casi) per famiglie con ISEE –in genere- fino a 10.633 euro (che significa quasi essere in miseria). Nelle altre regioni, però, tale assegno di studio riguarda in egual misura gli studenti di scuole statali e di scuole paritarie, senza assolutamente tenere conto di un fatto invece assolutamente decisivo (questo sì, davvero discriminatorio): le famiglie che –come previsto dalla nostra Costituzione- esercitano la libertà di scelta educativa e iscrivono i propri figli alle scuole paritarie, pagano due volte (nelle tasse e con le rette scolastiche) e non ricevono pressochè nulla! Le sembra giusto? Ecco perchè la Regione Lombardia ha stanziato fondi diversi tra il sostegno al reddito e la libertà di scelta educativa, introducendo parametri di reddito disuguali: le famiglie che mandano i propri figli alle scuole paritarie devono sostenere il costo di una retta, a differenza di quelli della scuola statale; se si vuole favorire un pò la libertà di scelta, occorre sostenerle economicamente. Chiaro no? Uff. Stampa FOE

 
18/02/2010 - Risposta al Prof. La Tona (Marco Lepore)

Gentile prof. La Tona, credo che saremo noi a doverla invitare a leggere con più attenzione prima di scrivere….Non c’è scritto da nessuna parte dell’articolo, infatti, quanto da lei erroneamente riportato: “comunque le paritarie fanno di tutto per far iscrivere i ragazzi diversamente abili”. Si tratta di una sua interpretazione (per non dire invenzione)! Infatti, è scritto che le scuole paritarie fanno di tutto per consentire a chiunque (e si sta parlando di rette!) di iscriversi. Tant’è vero che, poco dopo, parlando degli alunni diversamente abili, c’è scritto: “L’accusa di rifiutare alunni con handicap, inoltre, è infondata, poiché ignora (volutamente) i sacrifici e gli sforzi che tante scuole paritarie fanno per pagare gli insegnanti di sostegno (che le scuole statali invece hanno di diritto) e il considerevole incremento di iscrizioni di alunni con disabilità da esse registrato in questi ultimi anni, a documentazione della loro professionalità e attenzione all’umano.” Chiaro, no? Sappiamo benissimo che le scuole paritarie sono tenute, in virtù della legge 62/2000, ad accogliere gli alunni con disabilità, e così infatti fanno. Forse, con un pò più di calma e meno pregiudizio ideologico, ci si può intendere meglio. Ufficio Stampa CdO Opere Educative

 
18/02/2010 - Le verità di PRESADIRETTA (Roberto La Tona)

Gentile redazione, sono un precario, e posso assicurarvi che ciò che è stato fatto vedere domenica scorso è specchio fedele di quello che sta succedendo: ormai la scuola italiana pubblica ha chiuso la porta in faccia ai precari (che si ritrovano con nulla in mano dopo corsi abilitanti organizzanti dallo stesso Stato), privandosi di giovani risorse, maggiormente preparati nell'uso delle tecnologie e dell'informatica chnno e ormai sono divenute essenziali anche nella fase didattica, lasciando tutto il peso del lavoro ai "vecchi"; inoltre non riesco a capire come si possa considerare un fatto positivo che "...comunque le paritarie fanno di tutto per far iscrivere i ragazzi diversamente abili": ma stiamo scherzando?! Se una scuola paritaria ha gli stessi diritti gli stessi doveri di una pubblica, non dovrebbe nemmeno avere la possibilità di scegliere se accogliere o meno un ragazzo con handicap; se lo facesse una scuola pubblica, il Preside sarebbe subito denunciato! Vi invito a documentarvi prima di scrivere!

 
17/02/2010 - contributi istruzione regione lombardia (LUCA DELLA LUCIA)

nel servizio citato di rai 3 si presentavano dei dati volti a dimostrare che i benefici del finanziamento regionale lombardo andrebbero prevalentemente alle famiglie più agiate anche sulla base di diverse modalità di valutazione delle soglie di reddito a seconda che l'alunno si rivolga ad una scuola statale (parametro ISEEE) ovvero ad una scuola parificata (diversa autodichiarazione). Si tratta di un aspetto rilevante per il quale vorrei avere dei chiarimenti ed eventuali smentite su quanto presentato. LucaDL

 
17/02/2010 - quando uno è di parte è di parte (domenico pini)

Ancora una volta ci si trova a sentire un programma dove la presunta conoscenza e laicità sono solo di facciata: il nome giusto di quel programma è IPOCRISIA! Spiace ancora una volta dire che parliamo di servizio pubblico, ancora una volta si parla - a dieci anni dalla legge paritaria - di scuola privata. E il servizio pubblico che facciamo? E i sacrifici che facciamo? Insomma non se ne può più di programmi che invece di essere informativi sono sfacciatamente di parte. Della sinistra elettorale!

 
17/02/2010 - Risposta a Del Parco (Marco Lepore)

Gent.le prof. Del Parco, sono rammaricato per il suo lungo calvario da precario della scuola, e le assicuro che ha tutta la nostra condivisione. Mi dispiace che non abbia letto con attenzione l'articolo e l'abbia interpretato in chiave esclusivamente politica, attribuendoci a priori e indebitamente una appartenenza in tal senso. Lo scritto, in realtà, intende soprattutto far emergere il contributo positivo che la scuola paritaria offre al nostro sistema nazionale di istruzione, messo in ginocchio da decenni di una gestione clientelare insensibile alle autentiche istanze educative di famiglie, studenti e docenti. Da questo punto di vista, se prorio vogliamo cercare delle colpe, credo che dobbiamo tornare abbastanza indietro nel tempo...Forse, la sua personale antipatia nei confronti di un certo personaggio politico, l'ha un pò sviata dal vero significato dell'articolo...I problemi della scuola italiana sono gravi, ma non è certo con la faziosità e alimentando l'odio sociale, come ha fatto la trasmissione di RAI 3, che si risolvono. Vogliamo lavorare, invece, perchè i migliori modelli di scuola italiana, statale o paritaria che sia, possano essere a disposizione di qualsiasi famiglia italiana, senza distinzione di reddito e di appartenenza geografica. E anche perchè la categoria degli insegnanti possa recuperare la dignità che le compete. Per far questo è necessario il contributo positivo e propositivo di tutti, anche il suo. Marco Lepore. Uffico Stampa CdO Opere Educative

 
17/02/2010 - vita da precario (Claudio Del Parco)

sicuramente alla fine il mio commento non sara' pubblicato, ma comunque alla fine qualcuno lo leggera'. sono un precario della scuola da ben 21 anni. berlusconi è entrato in politica dal 1994. dal 1994 ad oggi per quanti anni è stato primo ministro? allora non diamo sempre e solo le colpe alla sinistra. circa il problema del precariato anche la destra ha le sue colpe ( mi ricordo anni fa che circa le siss l'onorevole valentina aprea del Pdl disse che era la forma migliore per preparare i docenti. quandi.... ma poi: anche se fosse stata tutta colpa della sinistra ( e dei sindacti , e su di loro avete sicuramente detto una mezza verita' anche perche' piu' docenti piu' iscritti ) non si capisce una cosa: per napoli e i suoi rifiuti ( per colpa della sinistra ) vi siete mossi e ancora oggi andate a sbandierare a destra e a sinistra del vostro buon lavoro. per i precari, detta da voi sempre creati dalla sinistra nessun aiuto e chi se ne frega. in poche parole per alcune cose vi date da fare, per altre niente. bella cosa per essere vicini alla gente. berlusconi dice: io lavoro per tutti gli italiani. falso. lui lavora solo per quello che gli intererssa. per gli altri a mare. e poi scrivete alla fine: Ogni menzogna divulgata pubblicamente è un vulnus nei confronti della verità e dell’intera società civile. PERCHE' LA VERITA' LA DITE SOLO VOI??? quella trasmissione ha detto la verita', la verita' che noi precari viviamo sulla nostra pelle ogni giorno.

 
17/02/2010 - un dato eloquente (cristina cairone)

concordo pienamento con quanto evidenziato nell'articolo e riporto un dato, da solo eloquente: per ogni alunno iscritto ad una scuola privata, lo stato risparmia circa 5653 euro.