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SCUOLA/ Il preside: "facendo rete", anche una down ha potuto frequentare il ginnasio

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In modo estremamente sintetico, si può dire che tale Corso, attraverso gli interventi di qualificati relatori e soprattutto attraverso i proficui lavori di gruppo, ha posto in risalto l’ineludibile necessità di prendere coscienza dell’importanza della costruzione di reti, allo scopo precipuo di istaurare relazioni consapevoli e significative fra i vari soggetti: il ragazzo/la ragazza, la famiglia, la scuola, gli specialisti, le istituzioni locali ecc.

 

E’ emerso altresì con chiarezza che i nodi di cui è fatta una rete altro non sono che i contatti fra i diversi soggetti, per cui la scuola è in contatto con la famiglia, con lo specialista con i servizi sociali e, a sua volta, ciascuno dei diversi soggetti è in contatto con gli altri, è un contatto per gli altri.

 

La comunicazione tra i soggetti si espleta attraverso la documentazione (Piano dell’Offerta Formativa, Registro, Profilo Dinamico Funzionale, Piano Educativo Individualizzato, Diagnosi Funzionale) e la relazione: quest’ultima è come una spirale in continuo divenire e ha senso solo se vi è il riconoscimento reciproco tra i soggetti coinvolti; se è vissuta come inclusione; se agisce grazie all’interscambio dei soggetti; se insegnante e ragazzo/a sono soggetti attivi e consapevoli della relazione; se vi è un rapporto di “buone pratiche” fra i diversi soggetti, volto cioè a valorizzare le diverse risorse.


Assodato che la diagnosi è uno strumento, per sua natura oggetto inerte, che giustamente promuove dei diritti (sostegno, assistenza, ausili ecc.) e che dovrebbe evitare sprechi, duplicazioni, confusioni, errori, sul piano più strettamente scolastico è stata posta a tema la didattica, come strumento proprio della scuola, impegnata ad organizzare i diversi alfabeti, intesi come strati di contenuti da tradurre in modalità graduali di insegnamento che, tenendo conto della diagnosi, aiutino con gradualità a far propri processi logici atti ad associare, smistare, classificare, seriare, ordinare.


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