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SCUOLA/ 40 CFP dell’Emilia Romagna chiedono ai candidati il “modello lombardo”…

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È quanto si sono chiesti, in questi giorni, i firmatari di un documento inviato ai candidati alla presidenza della regione Emilia Romagna (una quarantina di Enti di Formazione Professionale, di ogni estrazione culturale e politica, accreditati per l’ambito “Obbligo Formativo”) che hanno inteso richiamare l’attenzione sulle “problematiche e le potenzialità della Formazione Professionale per l’assolvimento dell’Obbligo di Istruzione che, elemento importante del sistema integrato educativo/formativo di questa Regione, tocca ogni anno 6.000 giovani a partire dal quindicesimo anno di età”. È un documento che intende delineare proposte di qualificazione dell’offerta regionale finalizzata al raggiungimento del successo formativo e al contrasto della dispersione scolastica dei giovani ed è condiviso da tutti gli Organismi Accreditati, tanto da potersi qualificare come un supporto del sistema Formativo all’azione di Governo della prossima legislatura. Si tratta di un passo molto importante, perché mette in luce un’esigenza ormai improcrastinabile, che non può più essere determinata da valutazioni di tipo politico anziché educativo.

 

Vale la pena riportare alcuni passi significativi del testo: “I suddetti Enti accreditati…  accolgono ogni anno formativo circa 6.000 giovani adolescenti, 3.000 nel primo e 3.000 nel secondo anno, e del totale circa il 45% sono giovani stranieri. Solo circa il 15% dei giovani interrompe il percorso formativo, con destinazione la scuola o il lavoro. Per quelli che arrivano al termine del percorso formativo, la qualifica viene acquisita nel 90% dei casi, con un positivo inserimento nel mondo del lavoro e il riconoscimento e la valorizzazione delle proprie competenze… Diversi di loro, inoltre, ritrovano le motivazioni allo studio e riprendono il percorso scolastico interrotto. Altri decidono di proseguire con percorsi di Formazione Professionale orientandosi verso l’ottenimento di qualifiche superiori.

In questo quadro, il numero dei ragazzi che si rivolgono al sistema della Formazione Professionale è tendenzialmente in crescita e, dati alla mano, questo trend proseguirà nei prossimi anni per varie ragioni, tra le quali sicuramente incidono:

- l’aumento demografico del numero complessivo dei giovani in età adolescenziale residenti nella nostra regione,

- la progressiva e crescente richiesta formativa da parte di territori che segnalano una scopertura rispetto alle esigenze delle famiglie residenti;

- la crescita dell’incidenza della percentuale di ragazzi stranieri (tendenzialmente più propensi alla scelta della Formazione Professionale, come indicato dalle statistiche);

- la crescente “fatica” dei percorsi scolastici tradizionali a garantire il successo formativo di tutti gli studenti, anche in ragione dell’aumento vertiginoso della diversità degli stili di apprendimento e a fronte di risorse umane e strumentali progressivamente calanti. Per tutti e per ciascun giovane, l’obiettivo fondamentale delle relazioni educative e personali che si instaurano è il raggiungimento del successo formativo e il contrasto alla dispersione scolastica, oggi più che mai anticamera della precarietà e vulnerabilità sociale”.

 

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