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SCUOLA/ Io, insegnante, vi racconto la mia esperienza con I., ragazza autistica

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Questa mia alunna ha frequentato prima le tre classi di scuola media ed ora è in seconda liceo scientifico. Io ho sempre potuto seguirla avendo l'abilitazione per le superiori oltre quella per le medie. Sua madre ha fatto la scelta del liceo perché si trovava nello stesso plesso della scuola media, conosceva la struttura e questo le dava una tranquillità interiore che altre opportunità, a suo parere, non le avrebbero offerto.

I. segue quasi sempre le lezioni in classe e svolge lo stesso programma dei compagni tranne per qualche facilitazione nelle materie scientifiche. La differenza sta nel metodo di lavoro e di studio proposti all'alunna ad eccezione delle aree di eccellenza: inglese, spagnolo e, per il momento, latino.

Io sono la mediatrice tra lei e la realtà, tra lei e i compagni o gli insegnanti perché I. ha grosse difficoltà di relazione e di reazione adeguata alle circostanze che le si presentano.
Partendo dalla considerazione che la persona è un valore unico e irripetibile, ho applicato al mio lavoro la filosofia educativo-comportamentale arricchita da altri metodi e strumenti come l'olismo, l'apprendimento cooperativo, l'ambiente scolastico strutturato, l'agenda giornaliera...

Tutto questo ha permesso un grande cambiamento del soggetto in questi 5 anni sia da un punto di vista comportamentale che di organizzazione e assimilazione dei contenuti proposti nelle varie discipline.

 

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