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EDUCAZIONE/ Disabilità, uno sguardo umano rende capaci di tutto

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Poi, a seguire, un’agile tavola rotonda moderata da Lorenza Violini (professore di Diritto costituzionale nell’Università degli Studi di Milano), cui hanno partecipato Francesca Giosuè (psicologa della Fondazione Opimm e consulente Centro per l’impiego dell’ Amm.ne Prov.le di Bologna), Vittore Mariani (docente di Pedagogia speciale dell’Università Cattolica) e Licia Sbattella (docente di Ingegneria informatica del Politecnico di Milano e direttore scientifico del Centro Esagramma).

 

Nonostante la bipartizione del convegno, voluta anche per dare ritmo all’evento, è stata evidente una unitarietà tra la prima parte, dedicata all'esperienza, e la seconda che ha avuto un carattere di elaborazione teorica. Nella prima parte, infatti, non sono stati raccontati solo dei fatti, ma si è entrati in una riflessione metodologica più o meno sistematizzata; la tavola rotonda, invece, pur partendo da una impostazione teorica, non ha potuto prescindere dall'esperienza e dalla valorizzazione di ciò che era stato precedentemente testimoniato.

 

In risposta alle domande rivolte dal moderatore (Come la metodologia educativa del lavoro, del fare, aiuta alla realizzazione di sé? Il “successo formativo” della persona disabile può superare la meta del contratto di lavoro? Esistono strumenti di valutazione che aiutano a misurare l’efficacia degli interventi, cioè del reale miglioramento della persona disabile in termini di sviluppo e valorizzazione delle proprie potenzialità?), sono emersi così numerosi spunti di lavoro. Ne citiamo solo alcuni:

Per una adeguata valutazione che misuri l’efficacia degli interventi, è fondamentale uno sguardo globale alla persona, che tenga conto dell’handicap, ma non lo trasformi nel criterio attraverso cui interpretare ogni aspetto; le potenzialità delle persone disabili, infatti, sono tutte da scoprire e spesso molto diverse e/o superiori a quanto ci si aspetta;

Il lavoro è un preziosissimo strumento per la realizzazione dell’uomo; quello manuale, in particolare, ha una vera e propria funzione terapeutica. Qualsiasi persona, qualunque sia la sua condizione, deve avere la possibilità di esprimere le proprie attitudini e capacità (quantunque minime) attraverso un lavoro, anche se semplicissimo;

Creare reti fra le realtà che si occupano di disabilità, comprese le amministrazioni pubbliche, è fondamentale per un approccio alla questione che non sia settoriale e/o parziale, nell’ottica di un progetto di vita;

 

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