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SCUOLA/ Tempo di iscrizioni? Ecco i buoni motivi per scegliere una scuola paritaria

Si avvicina la scadenza del 12 febbraio per l’iscrizione a scuola. MARCO PIPPIONE, preside, propone alle famiglie alcuni buoni motivi per scegliere una scuola paritaria

Alunni delle elementariAlunni delle elementari

E’ tempo di iscrizioni, un tempo impegnativo e carico di interrogativi per tanti ragazzi e per le loro famiglie. Forse può essere utile, in tale frangente, proporre qualche riflessione sulle scuole paritarie, genericamente definite “private”, ma che tali non sono, svolgendo a tutti gli effetti un servizio pubblico.

Parità scolastica, sussidiarietà, libertà di educazione
- In Italia, e naturalmente anche in provincia di Varese, esistono scuole non statali, di ogni ordine e grado, dalle materne agli istituti superiori. In alcuni casi si tratta di istituzioni sorte ancor prima dell’Unità nazionale, in altre nate poco più di un decennio fa.
L’istituzione scolastica più longeva nella nostra zona è il Collegio Rotondi di Gorla Maggiore, nata nel 1629 (!), e che ad oggi comprende scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola media, liceo classico, scientifico ed artistico, nonché istituto tecnico economico. L’ultima arrivata è la “Manfredini” di Varese, scuola elementare e media, che ha da poco festeggiato il suo primo decennio di vita. Complessivamente in provincia di Varese gli studenti iscritti a scuole paritarie sono il 20% del totale, percentuale tutt’altro che irrisoria.

Solo gli addetti ai lavori (ma talvolta neppure loro) ricordano che la legge 62 del 10 marzo 2000, voluta dall’allora ministro Berlinguer (governo presieduto dall’on. D’Alema), stabilisce che “il sistema nazionale di istruzione è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali”.
Da allora, a certe condizioni, anche scuole non statali sono considerate “alla pari” di quelle gestite direttamente dallo Stato: i loro studenti, ad esempio, non devono svolgere gli esami finali in una scuola statale; analogamente il punteggio/anzianità maturata dai docenti di scuole non statali paritarie è equiparato a quello maturato dai docenti delle scuole statali.
Se un istituto scolastico non rientra in determinati parametri, non ottiene la “parifica/parità” e resta solo “legalmente riconosciuto” e, talvolta, neppure tale…

Questo importante delibera del Parlamento italiano se da un lato è venuta a riconoscere il ruolo pubblico svolto da tante scuole non statali (in Italia, per la maggior parte di ispirazione cristiana, spesso rette da ordini o congregazioni religiose), secondo una corretta interpretazione del principio di sussidiarietà (ovvero il diritto di ogni realtà intermedia di rispondere ad un bisogno reale, come quelle dell’istruzione e dell’educazione, facendosene carico, nel rispetto delle leggi vigenti, senza dover dipendere dagli e/o aspettare gli organismi centrali dello Stato), principio recepito dal nostro Parlamento con la modifica del titolo V della Costituzione, dall’altro attende ancora di essere pienamente attuata. Una parità effettiva anche sul piano economico, in altre parole, manca ancora.