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SCUOLA/ Mons. Betori: una grande passione educativa ha bisogno di vera libertà

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Mons. Giuseppe Betori (Imagoeconomica)  Mons. Giuseppe Betori (Imagoeconomica)

Fare scuola. Una responsabilità che cresce con la forza dell’origine: parafrasando il titolo del convegno nazionale CdO Opere Educative, riunito a Firenze nei giorni scorsi per i suoi lavori annuali, si è svolto l’intervento di inaugurazione  di S.E. Mons. Giuseppe Betori, alla presenza di oltre 250 gestori e amministratori di scuole paritarie. Diversi, e tutti ugualmente importanti, i punti toccati durante il suo breve ma  intenso discorso, a partire dalla forte sottolineatura della  “passione per l’uomo”, che contraddistingue la responsabilità  di chi si impegna nel fare scuola, e in particolare una “scuola libera”.

Nel fare scuola, infatti, nel prestare la propria opera e il proprio impegno quotidiano con i bambini e i ragazzi - ha detto mons. Betori -  tale passione “è come amplificata”, implicando la necessità di far  “vedere e sperimentare una umanità nuova in cui la tensione all’ideale, al Mistero, a una vita 'vera', non sia avvertita né come uno sforzo né come un dovere, ma come una pienezza di vita che, affascinando, educa e che, coinvolgendo, fa crescere”.

Ma, ha continuato il prelato, “la responsabilità cresce”, come “necessità di un senso del compito e della missione che chi è impegnato nell’educazione deve avvertire”, come pure in termini di impegno, “per le nuove sfide che la società mette davanti alle giovani generazioni”. Ed è una “fortuna”, allora, che stia crescendo “una primavera di laici che, più di prima, iniziano a fare i conti con l’esigenza di un progetto educativo cristiano per i propri figli e per la generazione di domani”. Per questo, pur di fronte alle difficoltà che l’educazione si trova oggi a fronteggiare, “è importante che questa crescita sia incoraggiata e sostenuta”, anche perché permette un’esperienza di libertà tanto per quanti frequentano la scuola quanto per coloro che la conducono e vi lavorano.



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