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SCUOLA/ A Corbetta (Milano) San Girolamo continua ancora oggi ad educare i giovani

L'Istituto San Girolamo EmilianiL'Istituto San Girolamo Emiliani

In questi anni fondamentale è stata la presenza dell’attuale rettore padre Emilio Pozzoli. Con lui è nata un’amicizia fraterna, una stima reciproca, un desiderio di camminare insieme che ha reso in questi anni veramente bello lavorare con dedizione e fedeltà all’interno della scuola.
Malgrado il riconoscimento della fondazione tardasse ad arrivare, egli ha voluto da subito impostare il rapporto con noi membri dell’Associazione genitori come se già la fondazione esistesse. Questa sua sorprendente apertura portò al costituirsi di un gruppo tenuto insieme unicamente dal riconoscimento della comune origine e dal desiderio di realizzare un’opera sempre più bella e radicata nell’esperienza della Chiesa.

La scuola gestita dalla Fondazione - Dal 1° settembre 2009 la struttura scolastica è gestita dalla fondazione. Tutti noi siamo felici e grati per questo riconoscimento da parte della Santa Sede, perché sentirsi confermati nel cammino all’interno della Chiesa è una certezza che rende ancora più bella l’esperienza che si sta vivendo.
Nel corso di questi mesi di attività del Consiglio di amministrazione si è messo mano a tutti gli aspetti strutturali delle attività scolastiche e alle loro ricadute economico-finanziarie, compreso il progressivo passaggio di consegne di spese e investimenti pregressi. Il cammino finora svolto ha permesso un aiuto reciproco e una reale condivisione dei problemi e delle scelte, sempre nell’ottica di fare il bene della scuola.

Uno sguardo d’insieme - Che cosa ha permesso tutto questo? Innanzitutto, la certezza che è un Altro che sta guidando quest’opera. Anche nei momenti di difficoltà, quando sembrava che il riconoscimento della Santa Sede non sarebbe arrivato, ci è sempre stata donata la certezza che quest’opera non è nelle nostre mani e che per questo non avevamo e non abbiamo nulla da temere. E poi, il crescere di una stima fra i due carismi, per cui l’esperienza dell’uno non è estranea all’altro, è guardata con simpatia e apertura di cuore in nome di ciò che unisce, oltre le legittime particolarità. In questi anni la fedeltà e l’affezione reciproca è stata la vera arma vincente. Il frutto più commovente è l’esperienza di ragazzi felici al mattino di entrare nell’atrio della scuola, e che escono al termine del ciclo scolastico con una preparazione all’altezza.