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SCUOLA/ Dall’esperienza all’universale: a lezione con Andrej Rublev

I giovani iconografi al lavoro nel laboratorioI giovani iconografi al lavoro nel laboratorio

La sfida era grande e decidemmo di girarla a loro, perché erano loro i protagonisti di questo viaggio.Raccontare a dodici ragazzi di seconda media cosa significa partire alla ricerca del Volto dell’Altro non è facile: l’arte dell’iconografia richiede minuziosa attenzione, richiede anche parole di spiegazione, richiede ascolto e pazienza. Ma fin dal primo giorno, questa pazienza e questo ascolto hanno contraddistinto i “nostri” ragazzi, superando anche le più alte aspettative.
E così, dodici ragazzi di dodici anni per qualche giorno si sono trasformati in iconografi, lavorando in atelier, ascoltando musica classica e utilizzando legno gessato, oro e colori all’uovo, proprio come nella antica tradizione. All’inizio tutti loro erano un po’ dubbiosi, qualcuno si era dimostrato decisamente scettico e reticente, qualcuno più disponibile ma nessuno di loro si è chiuso alla novità, permettendo così allo Spirito di soffiare e di condurre non soltanto le loro mani di iconografi, ma in particolare il loro cuore, all’incontro con la Bellezza. E così è avvenuto.
Quando siamo partiti, la figura del Cristo di Rublev era per loro semplicemente qualcosa da riprodurre, ma piano piano, tutti hanno compreso il valore e l’importanza di ogni singola linea, di ogni piccolo particolare, di ogni sfumatura, schiaritura di colore. Così alla fretta di veder realizzato il lavoro si è sostituita la minuzia e l’attenzione per ciò che si stava facendo, senza fretta di arrivare, nella gioia di un percorso a piccoli passi.
Mai avremmo pensato di vedere così tanto impegno nella ricerca di un colore, di una schiaritura più perfetta, di una linea più precisa... o di vedere una così attenta osservazione di una immagine per poterne riprodurre la profondità e l’espressione.