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FINANZA/ 1. Così la "ricetta Obama" può salvare le nostre imprese (e i conti pubblici)

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L’internazionalizzazione si costruisce nel tempo. Non è sufficiente uno schiocco di dita per farle sbarcare sui mercati esteri. Se la domanda interna è in crisi e se molte imprese, per loro stessa natura, non possono nascere in altra maniera se non indirizzate al mercato interno, è necessario un altro ragionamento.

Quale?

Anzitutto, la politica economica deve orientarsi verso la protezione delle piccole. Guardiamo agli Stati Uniti, dove le piccole sono estremamente valorizzate dallo Stato. Spesso si tratta di aziende che nascono sulla base di un’idea innovativa, ma che non dispongono delle più basilari competenze. L’amministrazione pubblica le sostiene, anzitutto, garantendogli assistenza e formazione su funzioni basilari sulle quali sono inesperte, come  la contabilità, la gestione del personale, il marketing. Inoltre, le favoriscono nel mercato interno.

Un tale orientamento, in Italia, come sarebbero conciliabile con i nostri problemi di debito pubblico?

In due modi: per prima cosa, sarebbe necessario, rispettando la soglia prevista dalle direttive europee, riservare i contratti pubblici alle piccole imprese, privilegiando quelle appena nate. Tanto più che, in un settore particolare, le costruzioni, la Bce ha rilevato un crollo maggiore che altrove. E, per una singolare coincidenza di incontro tra bisogni, abbiamo l’urgenza impellente di ricostruire il Paese. Fisicamente. Abbiamo strade, scuole, ospedali, carcere aeroporti fatiscenti. Affidare alle piccole imprese gli appalti  che sono già in essere (senza aumento, quindi, della spesa pubblica), consentirebbe loro di crescere, rilanciando il Paese a livello globale.

E il secondo?

Senza crescita immediata non c’è stabilità dei conti pubblici, mentre il modello secondo cui il rigore genera crescita, inizia a vacillare. Occorre, quindi, a livello europeo, fare come Obama, quando tre anni fa lanciò un piano di infrastrutture che tutelò buona parte dei lavoratori a minore produttività, che avevano perso il lavoro. Non opere faraoniche, ma semplicemente la ristrutturazione dei ponti, delle strade, ecc….

Come?

Sempre a livello europeo va negoziato un aumento temporaneo, da parte di ciascun Paese, della spesa pubblica. Siccome il problema delle imprese è la mancanza di clienti, e siccome il mercato interno è fermo e le famiglie non consumano, rappresenterebbe l’unica maniera per rilanciare la domanda. Attualmente, infatti, il solo cliente delle imprese può essere lo Stato.

Non trova particolarmente rischioso indebitarsi ulteriormente proprio adesso?



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