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DECRETO SVILUPPO/ Campiglio: un buon inizio "macchiato" da due sviste...

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DECRETO SVILUPPO. Dopo cinque ore di riunione il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sviluppo: 61 articoli e 70 pagine che vanno a costituire il provvedimento delle “Misure urgenti per la crescita” del Paese. Superato lo scoglio della copertura finanziaria che fino a oggi ha ritardato il via libera del testo, il pacchetto di manovre presenta diverse conferme e novità con la formula “salvo intese”, suscettibili dunque a eventuali modifiche future. Un decreto articolato "con molti elementi anche di riforma strutturale" che, a detta del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, "mobiliterà risorse fino a 80 miliardi", di cui "40-45 arriveranno dai project bond e dalle misure per le Pmi, mentre altri 30-35 miliardi dalle altre misure". Vediamo innanzitutto le principali novità: sale dal 36% al 50% la quota di detrazione Irpef sul recupero delle abitazioni, con un tetto di spesa massimo che passa da 48 a 96mila euro, ma con effetto fino al 30 giugno 2013. Il decreto approvato contiene anche diverse novità rivolte al mondo dell’impresa, a cominciare dai project bond: come ha spiegato lo stesso Passera, sono in arrivo le obbligazioni da parte delle società di progetto sul modello europeo, che saranno “appetibili per gli investitori” per realizzare nuove infrastrutture anche grazie al capitale privato. Nel mirino del decreto anche la riqualificazione di aree urbane, con particolare riferimento a quelle degradate: con questo obiettivo il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti predisporrà un piano nazionale per le città, istituendo una Cabina di regia composta, tra gli altri, da due rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture, di cui uno con funzioni di presidente e da un rappresentante del Ministero dell'Economia e del Ministero dello Sviluppo economico. Viene inoltre istituito il cosiddetto Fondo crescita in cui far convogliare tutte le risorse destinate a creare "crescita sostenibile" e "occupazione di qualità". IlSussidiario.net ha analizzato i diversi aspetti del decreto sviluppo con Luigi Campiglio, docente di Politica economica all'Università Cattolica di Milano, secondo cui il testo, «per come è stato impostato, va considerato parte di una buona manovra complessiva per la crescita. Gli investimenti annunciati dal ministro Passera potrebbero effettivamente avere un impatto rilevante, soprattutto se finalizzati a quelle grandi opere infrastrutturali che mancano e di cui oggi abbiamo molto bisogno. Da quello che si è potuto vedere fino ad ora, appare come un insieme abbastanza ampio di misure che probabilmente, pur senza avere un impatto moltiplicatore altrettanto forte, potrà certamente ridare ossigeno al Paese». L’aumento della quota di detrazione Irpef sulle ristrutturazioni viene definito da Campiglio «una misura indubbiamente utile, visto il momento economico particolarmente sfavorevole per il settore dell’edilizia e in particolare per la compravendita di abitazioni», ma ammette di esser rimasto molto stupito dall’assenza di specifiche manovre «che riguardino le zone terremotate». Una mancanza, continua a spiegare, «da sanare al più presto per tanti motivi. Stiamo parlando di una parte di Paese che avrebbe potuto certamente rendersi molto utile al resto d’Italia, mentre paradossalmente adesso potrebbe addirittura rappresentare un freno. Se l’intero polo di aziende non riparte molto in fretta, ne perderemo tante. E’ un patrimonio di straordinario valore che non possiamo assolutamente sottovalutare, né lasciarci sfuggire».



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