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EXPORT/ È il made in Italy fatto a mano la nuova "moda" Usa

Pubblicazione:venerdì 22 giugno 2012

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FederlegnoArredo ha organizzato una missione negli Stati Uniti per le aziende associate, con incontri business to business nei grandi studi di architettura di Chicago e New York. L’obiettivo è sviluppare sinergie e contatti approfonditi con i massimi esponenti del design americano e mondiale. Tra quanti hanno preso parte alla missione c’è Casali, un’impresa di Cesenatico che realizza soprattutto arredi in vetro e in cristallo. Luca Casali, responsabile comunicazione ed export manager, racconta i frutti dell’esperienza pluridecennale nel campo export soprattutto negli Usa.

 

Quali aree consiglia di privilegiare a un’impresa che fa export?

 

Quello in vetro è un prodotto di nicchia, venduto in mercati dove c’è un potere d’acquisto e un’evoluzione delle costruzioni abbastanza importante. Mentre in Italia e in Europa il mercato è più lento, nei Paesi più avanzati come gli Usa ho appurato il fatto che stanno ricostruendo tutto e sta ripartendo l’intera economia. Lo stesso vale anche per Canada, Brasile, Cina, India, Turchia e Russia. Sono questi i Paesi più emergenti, dove si sono più arricchiti, hanno un potere d’acquisto più elevato e stanno realizzando nuove costruzioni, hotel e grattacieli.

 

Gli americani che tipo di prodotti preferiscono?

 

Gli americani prediligono le imprese che vendono dei prodotti unici e fatti a mano. Quello Usa è un mondo fatto molto a stock, pensato sempre in grande, basato sui numeri. E ciò che desiderano è vedere il singolo che crea qualcosa a mano, è qualcosa che a loro manca e rappresenta quindi il valore aggiunto. Più che il made in Italy, che è spesso utilizzato in modo improprio, apprezzano un prodotto al 100% italiano e realizzato con macchinari e lavorazione italiana. Quando un americano vede un artigiano seduto su un piccolo sgabello che con il pennello dipinge il vetro, inizia già a essere interessato prima ancora di vedere il prodotto finito. Ciò è vero soprattutto in seguito alla crisi, che ha portato a ritrovare alcuni valori come questo che prima erano sottovalutati.

 

Qual è stato il ruolo di FederlegnoArredo nell’aiutare le imprese che fanno export?


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