Impresa
giovedì 2 agosto 2012
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Soluzioni da adottare, ce ne sarebbero: «Sarebbe opportuno che i piccoli si alleassero, associandosi ad altri marchi con prodotti, magari, complementari». In tal senso, lo Stato potrebbe svolgere un ruolo importante: «Sarebbe necessario dar vita a un effettivo coordinamento dei vari istituti preposti al commercio estero e rendere efficaci quelle strutture regionali che, in passato, hanno drenato inutilmente risorse pubbliche. Detto questo, occorre riconoscere che l’imprenditore medio-piccolo italiano fa ancora troppa fatica a condividere un progetto con i propri concorrenti. L’idea di riuscire a fare tutto da soli è ancora quella dominante. Incentivi e forme di finanziamento, anche per lo sbarco in Cina, già esistono. Ma se non ci sono aziende che si associano e progetti concreti, queste opportunità restano lettera morta».
In conclusione, secondo il professore, «nel mondo aziendale dovrebbe esistere la stessa cultura del mondo delle cooperative. Pensi al Parmigiano Reggiano: è nato una miriade di produttori, anche piccolissimi, che hanno avuto la capacità di creare marchi collettivi che esportano oggi in tutto il mondo».
(Paolo Nessi)
questo spirito dovrebbe di riflesso contagiare anche gli italiani nella vita sociale. se qualcuno desse l'esempio sarebbe di stimolo per la ricostruzione di una coscienza di popolo, che all'italia serve come il pane.
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