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CROLLO PIL/ Fortis: è recessione, ma stiamo meglio di altri

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I dati diffusi ieri dall’Istat mettono a nudo lo stato di recessione in cui si trova l’Italia. Spiega il comunicato sulla stima del Pil: “Nel secondo trimestre 2012 il Prodotto interno lordo è diminuito dello 0,7% sul trimestre precedente e del 2,5% rispetto al secondo trimestre del 2011”. “Il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi”. L’Istat comunica anche il dato negativo sulla produzione industriale: “A giugno 2012 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dell’1,4% rispetto a maggio. Nella media del trimestre aprile-giugno l’indice ha registrato una flessione dell’1,8% rispetto al trimestre immediatamente precedente. Corretto per gli effetti di calendario, a giugno l’indice è diminuito in termini tendenziali dell’8,2%. Nella media dei primi sei mesi dell’anno, la produzione è diminuita del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”.

Il vicepresidente della Fondazione Edison, Marco Fortis, docente di Economia industriale e commercio estero all’Università Cattolica di Milano, commenta questi dati, definendoli «ampiamente e inevitabilmente scontati».

 

Per quale ragione?

 

Noi abbiamo scelto questa strada a partire dal mese di novembre, quando il precedente governo, nel momento in cui è stata messa in discussione la linea Tremonti, ha perso drammaticamente la sua credibilità internazionale. In sei mesi abbiamo dovuto fare un recupero durissimo. Abbiamo scelto la strada della tassazione e questa non ha fatto altro che far crollare i consumi, portandoci inevitabilmente sulla strada della recessione.

 

Abbiamo sbagliato strada?

 

Occorreva che qualcuno ne suggerisse un’altra realistica, possibile e attuabile. Noi siamo stati obbligati e in questo momento siamo nell’apice della crisi. Alla fine, credo che la previsione della Banca d’Italia, quella di un Pil per il 2012 che sarà intorno a un -2% o a qualche cosa di più, mi sembra realistica. È probabile, sempre secondo quello che prevede la Banca d’Italia, che nel prossimo semestre ci sarà un rallentamento di questa recessione. Ma, dati per scontati queste cifre che oggi vediamo, dobbiamo aggiungere che l’Italia sta facendo dei sacrifici durissimi, che altri spesso non ci riconoscono, che però stanno portando a dei risultati positivi nei conti pubblici. In fin dei conti siamo riusciti ad avere un avanzo primario, i nostri conti rispettano meglio degli altri quello che ci è stato richiesto, le nostre banche non sono ridotte come quelle degli altri paesi.

 

Insomma, lei dice che noi stiamo facendo una dura “crisi dimagrante”, ma che alla fine ottiene dei risultati. al contrario di quello che fanno altri paesi, come la Spagna ad esempio. Anche se i conti pubblici di molti paesi sembrano completamente per aria.



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COMMENTI
08/08/2012 - altri (Diego Perna)

Stiamo meglio di altri, é vero, stiamo meglio di chi ha perso il lavoro, meglio del terzo mondo, meglio dei Greci ecc. Non è ironia la mia, è il punto di vista di un cittadino italiano , uno come tanti, che ha una sola speranza, e cioè di entrare in partita, e non rimanere a guardare passare sulle nostre teste decisione ideologiche ancorate e abbarbicate al sistema euro europa così com' è che non funziona più, anzi non ha mai funzionato. Professori e intellettuali che hanno voluto la moneta unica a tuti i costi, è logico che non ammettano i loro errori, solo che siamo noi a pagare sempre . Ora basta, proviamo a cambiare , le crisi del resto a questo servono e questo significa la stessa parola crisis, cioè cambiamento. Coraggio non abbiamo paura, tentare non nuoce, rimanere fermi su idee vecchie è fallire. Buona serata. p.s. La svalutazione dell' euro si legge nella disoccupazione sempre crescente , nel calo del pil, nella chiusura delle imprese, quindi se con la lira perdessimo il 20% o il 30 saremmo giá pari dopo qualche mese ci sarebbe uno scatto notevole in avanti.