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Impresa e Artigiani

CREDITI IMPRESE/ Un “caso esodati” che rischia di aiutare solo le banche

Il governo intende usare lo spazio di 0,5 punti di Pil nel 2013 rimanendo sotto al soglia del 3%. Il limite del 3% è invalicabile. GIANFRANCO D'ATRI commenta le parole del ministro Grilli 

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Sul tema del pagamento dell’arretrato della Pubblica amministrazione si naviga con l’approssimazione tipica dei precedenti provvedimenti governativi su temi altrettanto rilevanti (esodati, lavoro, pensioni, marò): “quanti, come non lo so, ma… abbiamo sbagliato”. Il direttore centrale ricerca economica di Bankitalia dice: “Prendendo per buone le nostre stime, e partiamo da 90 miliardi, 10 di questi sono già stati finanziati da banche, una parte è comunque fisiologica, perché se anche le Pubbliche amministrazioni pagassero in 30-60 giorni avremmo un discreto numero di miliardi che sarebbero assolutamente fisiologici, verosimilmente 20-25 miliardi, quindi arriviamo a 50”. E il ministro Grilli: “La gran parte dei 40 miliardi di liquidità per saldare i debiti della p.a. non andrà alle banche cui andrà una terza tranche o una parte minoritaria delle prime due”.

Dunque non conosciamo per nulla i dati sui quali opererà il decreto che saranno chiamati ad approvare i nuovi parlamentari, senza aver avuto il tempo di esaminare e verificare i termini del problema. Ma il tema è stato ormai metabolizzato, dopo una lunga campagna stampa de Il Sole 24 Ore, mirante ad aggregare non solo i soci di confindustria, ma tutti i piccoli imprenditori con una parola chiave semplice, e non contrastabile: “Pagateci”. Concreta fattibilità, effetti previsti e soluzioni alternative: nessuna traccia. Annunciano che vogliono pagare - tutti e subito - e così recuperano voti alle imminenti elezioni. Dopo la promessa di Berlusconi di rimborsare con i suoi soldi l'imu, quella del governo Monti è di pagare i debiti - anche quelli derivanti dalle opere pubbliche delle varie cricche e della Tav, immagino- , ma … con i soldi nostri. Infatti, basta emettere un pochettino di debito, definito buono e una tantum, et voilà: ai posteri l’arduo pagamento.

Ma vediamo di affrontare separatamente i due livelli della questione, quello del metodo usato dal governo e quello della soluzione adottata, in termini di governance operative. A livello di metodo, come non dare ragione a Grillo quando dice che dovrebbe essere il parlamento sovrano a legiferare, sviluppando compiutamentei vari apetti del problema, e NON il Governo a operare con la scusa dell'urgenza: ma se ci sono crediti non pagati da anni, un mese in più cosa cambia. E comunque il Parlamento può fare buone leggi anche in poche settimane, avvalendosi di tutte le competenze e scoprendo, magari, che gli organismi preposti come, ad esempio, Banca d'Italia e le Direzioni centrali dei Ministeri, non sono così competenti come dovrebbero. Se i parlamentari della precedente legislatura si dedicavano ad altro, accettando di essere eterodiretti per decreto legge, oggi i nuovi possono provare ad approvare una legge quadro che deleghi al Governo la sola implementazione, nei limiti dal Parlamento sovrano imposti. Semmai, il governo riferisca sui fatti ed i risultati concreti dei precedenti provvedimenti di certificazione.