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GUIDA BFS-PMITUTORING-6/ Il decalogo del piano strategico da presentare in banca

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Il business plan: carta strategica da giocare in banca  Il business plan: carta strategica da giocare in banca

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In una fase in cui le banche sono sempre più attente alle politiche di credito e in cui l'unione bancaria impone di erogare solo a fronte di un programma con chiare prospettive di rimborso e remunerazione, la parola chiave per un imprenditore diventa business plan.

Un piano convincente è, nel quadro attuale, un ottimo punto di partenza per instaurare con la banca quel rapporto di fiducia non solo verso l’efficacia del progetto ma anche nei confronti della società e delle sue capacità finanziarie e gestionali di portarlo a termine con successo. Il piano è in sostanza una mappa che consente all’istituto erogante sia di conoscere a fondo le prospettive di mercato dell’iniziativa sia la solidità dell’impresa che vuole essere finanziata.

Va da sé che, nel caso siate buoni pagatori, è meglio rivolgersi alla banca che conosce già l’impresa piuttosto che intraprendere un nuovo percorso con un istituto che non conosce la storia della società. Posto che questa road map è essenziale per interfacciarsi con le banche la domanda è: come costruirla? Sebbene non ci sia un “format” passe-partout per qualsivoglia progetto ci sono alcune regole auree che aiutano nella costruzione del business plan.  E' questo un terreno privilegiato per l'azione di nuove piattaforme e strumentazioni di mediazione creditizia, oggi disponibili in versione "2.0" sulla rete.

1. Presentazione. Si parte con l’inserimento delle informazioni base sull’imprenditore e sulla società, ossia dati anagrafici e di residenza dell’imprenditore, indirizzo, numero di telefono e sede legale dell’attività. Anche se ci rivolgiamo a una banca che ha già le credenziali dell’impresa, nella presentazione è bene ribadirle.

2. Descrizione. A questo punto si può scendere nel dettaglio descrivendo le ragioni che hanno portato al lancio dell’iniziativa che necessita del finanziamento (che sia un nuovo servizio, una nuova gamma di prodotti, la necessità di internazionalizzare il business con l’ampliamento della rete produttiva o di quella commerciale all’estero). L’iniziativa di business va illustrata con tutte le caratteristiche, anche tecniche, e i punti di forza rispetto ai competitor. Si possono utilizzare grafici, tabelle, diagrammi e video per mostrare in modo completo ed esaustivo cosa si sta promuovendo. Naturalmente qualsiasi dettaglio in più che possa esplicitare la bontà del progetto - per esempio le tecnologie impiegate, i brevetti o un determinato know-how del team - va indicato. I dati raccolti devono essere concreti e argomentati.

3. Analisi. La fase tre è caratterizzata dall’enunciazione dell’analisi di mercato effettuata prima della definizione del progetto. Occorrerebbe qui una descrizione dei competitor (punti di forza e di debolezza) mettendo nero su bianco che cosa differenzia la società da questi ultimi e quale spazio è ancora disponibile sul mercato. Evidenziare la nicchia, per esempio, in cui ci si vuole inserire con un determinato prodotto e allo stesso tempo segmentare la clientela, facendo l’identikit del target a cui ci si vuole rivolgere. Più informazioni di riferimento si offrono sul settore in cui ci si va a inserire o ci si va a rafforzare (per esempio le norme che lo regolano, le eventuali economie di scala ecc) maggiore è la professionalità e l’accuratezza percepita dalla banca.


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