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Impresa e Artigiani

IL SUD GIÀ E NON ANCORA/ Se la via per lo sviluppo passa (anche) dalle caramelle

Fondata nel 1993 da un gruppo di giovani, Sila Gum esporta caramelle in tutto il mondo e continua a innovare per migliorare la qualità dei prodotti. GIANFRANCO MANFREDI

Le caramelle Sila GumLe caramelle Sila Gum

L'ultima novità dispensa sentori di spezie dolci e note tostate e richiami fragranti di agrumi e frutti di bosco. È la linea inedita di raffinate gelatine di frutta ricoperte di finissimo cioccolato d'alta gamma. L'hanno chiamata "Le Preziose" e si declina in tre varianti: bergamotto con cioccolato bianco, lampone con cioccolato al latte e all'arancia col fondente. Le hanno presentate prima a Milano al TuttoFood e poi a Colonia all'Anuga e questi nuovi, deliziosi esempi di creatività e buon gusto calabrese hanno riscosso successo, di critica e di pubblico. Sono andati letteralmente a ruba.

Sorta circa trent'anni fa, quando le caramelle gommose sembravano ormai superate dalle mode imperanti nei consumi, la Sila Gum oggi è arrivata a detenere una quota importante del mercato in Italia e in Europa, ma, quel che più conta, è leader nella tendenza foodie che sta più crescendo, quella delle gelatine di qualità, biologiche e senza coloranti artificiali.             

"Ci stiamo ritagliando uno spazio nostro - precisa Claudio Aquino, sales manager dell'azienda - distinguendoci con un packaging nuovo e offrendo prodotti biologici, puntando a percentuali più alte di succhi di frutta naturali, a basso contenuto di zucchero e con ingredienti del territorio come gli agrumi e a denominazione di origine protetta come la liquirizia di Calabria".

Nel desolante panorama dell'area industriale di Lamezia Terme (la più vasta ma anche la più vuota del Mezzogiorno), lo stabilimento della Sila Gum spicca per essere vivo e vivace. Ha, del resto, un DNA giovane. Fondata a Lamezia da un gruppo di giovani calabresi con la partecipazione di un imprenditore lombardo già affermato nel settore, la Sila Gum ha cominciato la produzione dolciaria nel 1993. Per la nascita fu propizia la Legge 44/86 "De Vito" ed è considerato uno dei progetti più riusciti tra quelli finanziati da quella norma varata per promuovere l'imprenditorialità giovanile nel Sud.

"All'inizio - ricorda Aquino - siamo partiti con un impianto di colaggio e uno di confezionamento e dopo qualche anno abbiamo aggiunto l'impianto di estrusione per completare la gamma di prodotti". Nei primi del 2000 la Sila Gum era già il secondo produttore italiano di caramelle gommose in grado di offrire una gamma completa. Ma il confronto sul mercato si rivela subito una sfida epica, Davide contro Golia. Il settore era ed è tuttora dominato, infatti, da colossi e multinazionali, come la Haribo e al primo posto in Italia c'era e c'è a tutt'oggi un'azienda del gruppo Perfetti.

"I prodotti gommosi - spiega Claudio Aquino - sono venduti prevalentemente nei paesi nord-europei e ovviamente questi mercati sono stati il nostro principale riferimento. L'esperienza con i clienti esteri e il confronto con il gusto dei consumatori sono stati fondamentali per acquisire know-how e migliorare man mano la qualità dei prodotti". "La percentuale di produzione destinata all'export - aggiunge il manager - è sempre stata superiore al 50%, ma si è trattato soprattutto di lavorazioni per conto terzi o a marchio del distributore. Oggi finalmente l'export è  pari al 15% del fatturato, ma si tratta di prodotti a marchio Sila Gum".

Anche in Italia l'azienda calabrese ha puntato a rafforzare la sua presenza col proprio marchio, sia nel canale tradizionale che nella distribuzione moderna. Negli ultimi  anni la strategia  della Sila Gum è decisamente orientata a distinguersi sul mercato, puntando a ritagliare spazi propri rinnovando il prodotto. E i risultati cominciano a vedersi: il 2015 si è chiuso con una quota di fatturato a marchio Sila Gum al 25% (era meno del 10% nel 2012), oggi supera il 30%.

La "fabbrica delle caramelle" made in Calabria cresce, insomma. Con gli occhi attenti al gusto e alle tendenze, ma anche alla salute dei consumatori.

(Gianfranco Manfredi)

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