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Impresa e Artigiani

RIPRESA?/ Il nostro Pil può crescere ancora prima del voto

Il Pil dovrebbe crescere quest’anno dell’1,3%. Ciò non basta a riassorbire disoccupazione e debito, spiega CARLO PELANDA. Secondo cui si può rafforzare comunque il Pil

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Più istituti di ricerca confermano la tendenza di crescita del Pil 2017 verso l’1,3% già segnalata dal Fondo monetario internazionale e dall’Istat. Ma resta negli scenari l’ipotesi che l’economia italiana cresca solo dell’1% nel 2018. Per riassorbire la disoccupazione, generare nuovo lavoro per i giovani e rendere più sostenibile il debito statale, servirebbe una crescita della ricchezza nazionale, almeno, vicina al 2% medio per un periodo prolungato. Difficilmente il governo potrà/vorrà fare modifiche sostanziali “macro” del modello fiscale per renderlo più favorevole alla crescita economica in una situazione dove la maggioranza, in vista delle elezioni politiche ora prevedibili nel marzo 2018, non è certo incline a tagli e riallocazioni stimolative della spesa pubblica che potrebbero colpire gli interessi del proprio elettorato. 

L’impostazione “continuista” della proposta di bilancio per il 2018 (Def) e, in particolare, la richiesta all’Ue di più spazio per il deficit - circa 9 miliardi - invece di ridurre i costi statali inutili conferma tale linea politica. Tuttavia, anche in queste condizioni, il governo potrebbe fare e/o avviare misure “micro” di buona efficacia stimolativa sistemica nel breve termine. Esempi. La detassazione degli investimenti in tecnologia 4.0 sta dimostrandosi efficace: andrebbe prolungata. Inoltre, le aziende dovrebbero poter portare a sconto fiscale le spese di (ri)formazione del personale per l’uso delle nuove tecnologie. C’è, infatti, una rivoluzione in atto che tende a separare nettamente i destini dei soggetti economici che impiegano le nuove tecnologie e chi non lo fa, solo i primi con speranza di successo. Con pochi soldi si può facilitare la (ri)educazione, anzi alfabetizzazione, tecnologica della forza lavoro entro le aziende e con questo atto anche riqualificare la competenza sociale diffusa. 

Un altro problema che limita la crescita e che potrebbe essere risolto con micromisure tecniche riguarda l’impiego di più risparmio italiano a favore del credito e di investimenti verso l’economia italiana. Ora tale risparmio tende a volare all’estero. Il governo ha già fatto qualcosa in materia, per esempio la detassazione dei rendimenti da investimenti in Italia (Pir). Un’estensione di tale misura, che costa solo il fare una norma e nemmeno un euro, avrebbe grande efficacia. 

Ciò per segnalare che nei prossimi mesi, invece di restare passivamente in attesa di un nuovo ciclo politico, si potrebbe fare molto sul piano pratico. 

www.carlopelanda.com

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